Non solo farmaci, ma pure servizi ai cittadini: ecco tutte le nuove sfide del sistema farmaceutico siciliano

7 Novembre 2016

Intervista di Insanitas a Giaocchino Nicolosi, presidente di Federfarma Catania.

 

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CATANIA. Il sistema farmaceutico vive un periodo di profonda evoluzione. Il quadro normativo dell’ultimo decennio ha visto avvicendarsi una serie di interventi legislativi che hanno modificato più volte l’assetto originario dell’intero comparto sanitario, farmacie incluse.

“La farmacia è stata penalizzata da quando si è passati da una dispensazione ‘aperta’, che permette cioè una distribuzione ampia delle diverse categorie di farmaci in commercio, a un sistema che ha ridotto e limitato la distribuzione con una serie di interventi voluti dalla Regione- spiega Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Catania– Con la recente disciplina del Prontuario Ospedale Territorio, che ha dato la possibilità alle farmacie di dispensare farmaci inizialmente distribuibili solo dalla Asp o dalle farmacie ospedaliere, le farmacie siciliane hanno contribuito a un risparmio di diversi milioni di euro che la Regione avrebbe dovuto restituire in servizi per il cittadino».

Invece cosa sta succedendo?

“La farmacia sta pagando il peso dei tagli e delle manovre di risparmio legate all’intero comparto sanitario, ma noi continuiamo a offrire un servizio eccellente 365 giorni l’anno, 365 notti l’anno, con un sistema di turnazione in grado di garantire una copertura totale del territorio e un’assistenza efficace al cittadino. Non a caso la farmacia è tra i servizi sanitari più apprezzati dal pubblico”.

È anche un periodo proiettato all’innovazione dei servizi…

“È vero, la categoria vive un momento di evoluzione e di innovazione non indifferenti. Si sta trasformando da punto di riferimento per la distribuzione di farmaci a punto di riferimento per la distribuzione di farmaci e servizi. Un ampio ventaglio di servizi di attinenza sanitaria a beneficio dei cittadini che rappresenta un valore aggiunto per l’intero sistema farmaceutico. Penso, ad esempio, ai piccoli centri urbani a bassa densità abitativa, nei quali l’ampliamento dei servizi offerti in farmacia può rappresentare un grandissimo beneficio per i cittadini, altrimenti costretti a spostarsi nei centri urbani più grandi”.

La proposta di consentire all’interno delle farmacie il pagamento di bollettini postali?

“A PharmEvolution c’è stata una società che, all’interno di un pacchetto molto più ampio di proposte, ha esposto anche questa eventualità. Non è stata una cosa né da noi proposta, né da noi consigliata né da noi sponsorizzata. Per una serie di motivi di carattere squisitamente politico è venuta fuori una grossa polemica e personalmente non intendo entrare nel merito della questione. Ribadisco che Federfarma non ha assunto alcun ruolo promotore. La Farmacia è fatta di ben altro e non va dimenticato che le vicende più importanti che riguardano il sistema farmaceutico attengono sempre e soltanto all’ambito sanitario”.

Quali sono, dunque, le nuove sfide del sistema farmaceutico “moderno”?

“Darei maggiore impulso alla distribuzione per conto (Dpc), rivedrei la distribuzione dei prodotti particolari, ma la cosa sulla quale si dovrebbe agire prontamente è la rimozione dei disagi derivanti dalla frammentazione del sistema regionale. In Sicilia ci sono farmaci che vengono distribuiti in una determinata provincia e non in altre e viceversa. Abbiamo più volte proposto all’assessorato alla Salute di uniformare il sistema, una manovra che non costa nulla e che permetterebbe la riorganizzazione del sistema con una linea comune di comportamento per tutte le 9 province. Non occorre alcuna copertura di spesa o l’assunzione di impegni particolari, serve solo una buona volontà politica”.

Altri servizi suggeriti?

“In seguito al risparmio determinato dalla distribuzione dei farmaci “ad alto costo” all’interno delle farmacie, qualche anno fa appannaggio esclusivo delle Asl, ci saremmo aspettati una spinta propulsiva verso l’ampliamento dei servizi per i cittadini: penso, ad esempio all’attivazione dei Cup, alla possibilità di ritirare i referti medici in farmacia e a tutta una serie di benefici per i nostri pazienti. Tutto ciò in relazione alle diverse esigenze legate al territorio, al bacino d’utenza e alle possibilità di accesso alla sanità pubblica e privata dei singoli pazienti”.

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