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Non c’è pace per la nuova rete ospedaliera siciliana, il Cimo: «Piena zeppa di errori e strafalcioni»

15 Aprile 2017

L'intervento di Giuseppe Bonsignore: «Nei documenti e nelle tabelle scritte dall'Assessorato Regionale della Salute sembra che non sempre 2 + 2 faccia 4. Un pasticcio...».

 

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Ieri è stata pubblicata nella Gurs (leggi qui), tuttavia la nuova rete ospedaliera siciliana continua ad essere oggetto di polemiche e critiche. «Leggendo uno degli allegati al corposo file della Rete Ospedaliera presente sul sito della Regione Siciliana nella delibera di Giunta di Governo del 28 marzo 2017, non si trova più da nessuna parte la dizione “ASP””. Lo afferma Giuseppe Bonsignore (nella foto, Cimo Sicilia), aggiungendo: «Ad esempio, nella Tabella relativa alla Provincia di Palermo non si legge in nessuna colonna la parola ASP. Leggiamo invece Azienda Ingrassia- Villa delle Ginestre, composta da 2 Presidi Ospedalieri, oppure Azienda Sant’Elia-San Cataldo a Caltanissetta, e ancora Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia- Cervello anche se ci viene detto che questi due non sono più Ospedali Riuniti».

Da qui la provocatoria domanda: «Ma allora le Asp, istituite con una Legge Regionale (Legge 5 del 2009) sono…. sparite? E l’Azienda Ospedali Riuniti di Palermo viene abolita? Tutto ciò è molto strano, anche perché ci risulta che per abrogare una Legge Regionale o anche per modificarla non basta un Decreto Assessoriale ma occorre un’altra Legge Regionale, presentata, discussa e votata dall’Aula. È stato fatto? Non risulta».

Insomma, il Cimo ribadisce le proprie critiche: «Quella che viene spacciata come “la miglior Rete possibile” da più parti, politiche e sindacali, sembra sempre di più un pasticcio. Documenti e tabelle scritte dall’assessorato regionale della Salute piene zeppe di refusi e strafalcioni dove sembra che non sempre 2 + 2 faccia 4. Come ad esempio quando si parla del “triennio” 2018- 2021 che notoriamente è un quadriennio, al termine del quale Villa Sofia e Cervello saranno un unico Ospedale con chiusura o dismissione di Villa Sofia, ovviamente previa costruzione nel triennio-quadriennio di un Mega-Padiglione dove trasferire tutte le Unità Operative di Villa Sofia al Cervello. Sarà un Ospedale fatto con la scatola dei Lego?».

Infine, Bonsignore sottolinea: »Pur comprendendo la fretta pre-elettorale, vero criterio ispiratore di questa Rete Ospedaliera, ben più del DM 70, non sarebbe opportuno fare un passo indietro e ridiscuterne? Il governo Crocetta e l’assessorato della Salute rischiano ancora una volta di andare a sbattere contro il muro del fallimento politico e di farsi male. Speriamo che, dopo “l’impatto”, ci sia nelle vicinanze a soccorrerli un ambulanza del 118 e che qualche Ospedale che vogliono chiudere o smantellare sia ancora attivo e abilitato a curarli».

Stiamo contattando l’assessore Gucciardi per chiedere una replica.

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