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Nomine dei nuovi manager della Sanità: sotto esame indagini e parentele pericolose dei candidati

2 Novembre 2018

L’Assessorato alla Salute ha richiesto a chi è inserito nelle short list una dichiarazione autenticata con la quale dovrà rendere noto se imputato o indagato in procedimenti penali o innanzi alla Corte dei Conti.

 

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PALERMO. Prosegue il processo che porterà alla individuazione dei manager delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia. Dopo le procedure previste dalla Riforma Lorenzin, è la volta di un’altra innovazione, immaginata dal governo Musumeci.

Si tratta di una richiesta, inoltrata dall’Assessorato alla Salute a tutti i candidati inseriti nelle short list, di una dichiarazione autenticata con la quale ciascuno dovrà rendere noto se imputato o indagato in procedimenti penali o sottoposto a procedimenti innanzi alla Corte dei Conti.

Ciascun candidato dovrà inoltre dichiarare di non essere sottoposto a misure di prevenzione ai sensi del codice antimafia e di non avere parenti entro il secondo grado imputati o condannati per associazione mafiosa o delitti aggravati dall’art. 7 D.L. 52/91.

«Lo spirito dell’iniziativa- spiega l’Assessore alla Salute, Ruggero Razza–  nel momento in cui la Giunta di governo sarà chiamata a scelte di natura discrezionale,  è legata alla volontà di conoscere il profilo individuale di ciascun candidato, anche in relazione a circostanze che, nell’ambito di una procedura concorsuale non possono prevedere l’esclusione, ma che certamente devono essere valutate quando occorre compiere scelte consapevoli».

Interviene Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima: «L’iniziativa annunciata dall’assessore Razza è un concreto esempio di come il governo Musumeci si muova nel solco di un’autentica legalità. Come è giusto che sia, chi si candida a guidare la Sanità siciliana deve non solo possedere riconosciute capacità manageriali, ma pure essere al di sopra di ogni sospetto anche dal punto di vista della moralità e dell’onestà».

Intanto l’assessore Razza ha già comunicato agli attuali commissari e manager che il regime di prorogatio delle funzioni potrà essere inferiore al limite di 45 giorni previsto dalla Legge 5/2009.
Tuttavia su questa ulteriore proroga il M5S va all’attacco: leggi qui

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