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Dal palazzo

L'appello di Cimo Sicilia

«No all’esclusione del personale con Legge 104 dalle prestazioni aggiuntive»

Il sindacato contesta l'impossibilità, esplicitata negli Avvisi di reclutamento, dalla facoltà di partecipare alla Campagna Vaccinale dei dipendenti, medici e infermieri, che beneficiano dei permessi ex Legge 104».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. La Segreteria Regionale della Federazione CIMO-FESMED ha inviato una nota formale al Presidente della Regione, Nello Musumeci, nella sua qualità di Assessore Regionale della Salute pro tempore, a Mario La Rocca, Dirigente Generale della Pianificazione Strategica e ad interim del DASOE, nonché a tutti i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie siciliane. Nella nota si contesta «l’esclusione, esplicitata negli Avvisi di reclutamento, dalla facoltà di partecipare alla Campagna Vaccinale dei dipendenti, medici e infermieri, che beneficiano dei permessi ex Legge 104».

«Tutto ciò non appare legittimo dal momento che, a parte i 3 giorni di permesso al mese, questi dipendenti nei restanti giorni svolgono la medesima attività lavorativa degli altri colleghi- afferma Riccardo Spampinato, segretario regionale del sindacato- Una discriminazione in contrasto con lo spirito della Legge che ha l’esclusiva finalità di tutelare situazioni di disagio psico-fisico dei lavoratori o dei loro congiunti. Nella nota la Segreteria CIMO-FESMED cita un pare esauriente e chiaro del Ministero del Lavoro che già nel 2009 ha precisato che non esiste un limite allo svolgimento di lavoro straordinario in capo ai soggetti che beneficiano dei permessi ex Legge 104».

«Aggiungiamo che soprattutto nell’attuale periodo in cui la priorità è quella di vaccinare il maggior numero di soggetti, appigliarsi a cavilli giuridici da parte delle Aziende Sanitarie appare del tutto fuori luogo. Chiediamo al Presidente Musumeci, sollecitando la sua nota sensibilità sul tema delle vaccinazioni, di porre rimedio a questa situazione, anche in considerazione del fatto che diversi operatori sanitari hanno già svolto tali prestazioni lavorative e che adesso hanno tutto il diritto alla retribuzione».

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