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Dal palazzo

Ospedale San Vincenzo

«No alla chiusura della Cardiochirurgia pediatrica»: Taormina, i consiglieri comunali si incatenano per protesta

Azione eclatante dei politici dell'hinterland all'ingresso dell'ospedale San Vincenzo. Si oppongono al probabile mancato rinnovo della convenzione in scadenza con il "Bambin Gesù". «Quel Centro garantisce assistenza a tutta la Sicilia orientale. Inoltre trasferendolo a Palermo si getterebbero al vento undici milioni di euro che la Regione ha investito quando venne potenziata la struttura».

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Hanno scelto una protesta eclatante i consiglieri comunali dei paesi dell’hinterland taorminese che ieri mattina si sono simbolicamente incatenati all’ingresso dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, per dire no alla chiusura del centro di Cardiochirurgia pediatrica “Bambin Gesù”.

Se, come sembra, la Regione non dovesse rinnovare la convenzione, il presidio sanitario dal prossimo 12 giugno verrà infatti trasferito a Palermo. Una scelta che sarebbe assunta nonostante l’Asp di Messina abbia previsto, all’interno della nuova convenzione una riduzione delle spese pari al 65%, in modo da contenere drasticamente i costi della struttura.

Tra i fautori della manifestazione, il presidente del Consiglio comunale di Taormina Antonio D’Aveni, supportato dai colleghi di Castelmola, Letojanni e Giardini Naxos.

«Nelle scorse settimane- spiega D’Aveni- insieme a diversi esponenti del civico consesso abbiamo alzato l’attenzione su un provvedimento altamente dannoso non solo per la città di Taormina. Il centro di Cardiochirurgia pediatrica garantisce, infatti, assistenza all’intera Sicilia orientale e talvolta alla vicina Calabria. Tale protesta è soltanto l’inizio di una vera e propria crociata a tutela del Bambin Gesù e dello stesso ospedale San Vincenzo che nell’ultimo periodo è andato incontro a un progressivo smantellamento».

Ma il trasferimento del centro pediatrico non avrebbe ricadute soltanto sulla qualità del servizio sanitario della Perla dello Jonio. «Trasferendo il presidio a Palermo- precisa D’Aveni- si getterebbero al vento ben undici milioni di euro che la Regione ha investito cinque anni fa quando venne potenziata la struttura. Saremmo di fronte ad un probabile danno erariale per il quale sono pronto a rivolgermi alla Corte dei Conti».

Intanto, giovedì la questione verrà nuovamente affrontata in Aula. «Chiederò al sindaco Giardina- continua D’Aveni- di coinvolgere tutti i centri del comprensorio in modo da sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sul probabile scippo che subiremo a breve. Dobbiamo inviare un segnale forte alla Regione, finora alcuni deputati dell’Ars ci avevano assicurato la mancata attuazione del piano smantellamento, ma i fatti dicono altro. L’amministrazione comunale di Taormina deve farsi sentire. Abbiamo iniziato a smuovere le acque, ringrazio i colleghi di Castelmola, Giardini Naxos e Letojanni per aver sposato la causa».

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