«No alla chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Niscemi»: scatta la protesta, con tanto di casse da morto…

11 Ottobre 2016

Un cittadino qualunque (come lui stesso si è definito) Giuseppe Maida e i volontari della Prociv-Niscemi hanno manifestato davanti alla direzione dell'Asp. La replica del direttore generale Iacono: «L'unico atto valido in questo momento è quello aziendale che prevede il pronto soccorso, se ci dovessero essere variazioni l’interlocutore sarà comunque la Regione».

 

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CALTANISSETTA. «No alla chiusura del Pronto Soccorso a Niscemi, Sì ai servizi eccellenti. Chi ha pensato di far chiudere il nostro pronto soccorso forse sarà una mente “pazza, criminale o incosciente”, se ciò accadrà allargate subito il nostro cimitero per una fossa comune. Voi politici venite a Niscemi ad arraffare voti, noi niscemesi saremo ben lieti di accontentarvi».

Hanno dato vita ad una protesta alquanto singolare oggi pomeriggio davanti agli uffici della direzione generale dell’Asp di via Cusmano, un cittadino qualunque (come lui stesso si è definito), di Niscemi, Giuseppe Maida e i volontari della Prociv-Niscemi, per opporsi in ogni modo possibile alla chiusura, ormai prossima sembrerebbe, del pronto soccorso dell’ospedale Basarocco.

Dopo la riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana annunciata in via preliminare dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, l’ospedale di Niscemi, così come quello di Mazzarino, potrebbero perdere il loro Pronto soccorso per lasciare spazio ai Punti Territoriali di Emergenza.

Travestiti da malati, e distesi, non su dei normali letti ospedalieri, ma direttamente dentro delle casse da morto, i protestanti, hanno voluto dare un segnale forte senza però concludere con un colloquio con la direzione. “Chiediamo- ha dichiarato Salvatore Maida- non solo il mantenimento del pronto soccorso e il suo miglioramento, ma anche il mantenimento dei reparti di Medicina e Chirurgia. Il motivo per cui non accettiamo la conversione in Pte è semplice: il trasporto in ambulanza da Niscemi a Gela richiede 40 minuti e, anche qualora ci fosse un medico a bordo, come si potrebbe fare a trattare in tempo patologie come aneurismi, infarti, ictus o altro. Il prossimo passo è recarci a piazza Ziino, a Palermo, di fronte all’assessorato regionale alla Salute».

Ecco la replica del direttore generale dell’Asp, Carmelo Iacono: «Nessuno oggi pomeriggio ha richiesto di essere ricevuto. Comunque vivendo in un paese fortunatamente democratico, ciascuno di noi può liberamente protestare. Ad ogni modo, l’unico atto valido in questo momento è l’atto aziendale che prevede il pronto soccorso, se ci dovessero essere variazioni l’interlocutore sarà comunque la Regione».

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