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Neuropsichiatria da 0 a 18 anni, ospedale dei Bambini in prima linea

Il reparto accoglie pazienti da tutta la Sicilia occidentale. Ecco l'intervista al direttore Giuseppe Santangelo.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. L’Ospedale dei bambini “G. Di Cristina” è in prima linea nella cura della salute mentale. Il reparto di Neuropsichiatria Infantile accoglie bambini e adolescenti da tutta la Sicilia occidentale, risponde ai bisogni legati a disturbi dello sviluppo, neurologici, psichiatrici e psicopatologici fornendo interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi per i pazienti da zero a diciotto anni e le loro famiglie. Per migliorare la qualità della salute mentale dei minori, le attività sono svolte in collaborazione con tutti gli altri reparti.

«L’obiettivo dei neuropsichiatri infantili- commenta nell’intervista video Giuseppe Santangelo, Direttore UOC di Neuropsichiatria Infantile Ospedale Pediatrico “G. Di Cristina”- è quello di occuparsi delle malattie neurologiche e psichiatriche e della salute mentale dei ragazzi ma anche della gestione dei genitori e del cambiamento che questo comporta all’interno di un nucleo familiare».

 

Il numero dei ricoveri annui è di 700 pazienti, mentre le consulenze (s’intendono accessi al pronto soccorso e al reparto) si aggirano attorno alle 5.000 visite annue. Numeri importanti per un’unità operativa attiva H24 che ha in forza sei operatori, quando invece dovrebbero essere otto, ma per questo si sta già lavorando al concorso per il reclutamento delle figure mancanti.

«Le patologie trattate dal punto di vista neurologico- spiega Santangelo- sono soprattutto l’epilessia, le malattie neuroimmunologiche e quelle neuromuscolari. Mentre quelle psichiatriche riguardano i disturbi dell’alimentazione e quello dei comportamenti dirompenti come i tentativi di suicidio e di autolesionismo che negli ultimi anni sono aumentati in maniera considerevole sia per il cambiamento dell’atteggiamento evolutivo ma anche a causa della pandemia».

È evidente come la recente tempesta pandemica ha sicuramente modificato lo stile di vita e possono averne risentito i soggetti in età evolutiva più fragili e meno resilienti. Allo stesso modo anche l’ambiente sociale e famigliare ne ha risentito e nell’ottica biopsicosociale queste difficoltà si possono riverberare anche sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti.i

L’ospedale palermitano è anche centro regionale di riferimento per le patologie d’eccellenza come la sclerosi multipla e le malattie neuro-ectodermiche. Buone notizie, quindi, per i piccoli pazienti che erano costretti a lunghi viaggi per ricevere le cure. «Ultimamente il reparto è stato autorizzato all’utilizzo di farmaci innovativi – spiega il primario- Per gli stessi c’è stato dato il via libera da parte dell’AIFA per il trattamento della sclerosi multipla e della sclerosi tuberosa, epilessie farmaco resistenti e per le cefalee. Questi farmaci hanno cambiato la storia di queste malattie e delle famiglie che adesso hanno la possibilità di ricevere la somministrazione in Sicilia e non devono più andare in altre regioni, dove prima erano autorizzati più velocemente».

Il team, inoltre, di recente è entrato a far parte di una Consulta che lavora alle patologie genetiche. «La nostra Divisione – dice Santangelo – insieme al dottore Angelo Ghezzi, rappresentante FISM, sta lavorando sui quadri genetici dei soggetti in età evolutiva che hanno la sclerosi multipla. Si studiano i casi per cercare di capire quali sono i meccanismi patogenetici della malattia».

Passando all’analisi di alcuni dati raccolti da AOPI (aggiornati a ottobre 2022), a seguito di un’indagine che ha coinvolto 15 ospedali d’Italia tra questi l’ISMEP G. Di Cristina (PA) e l’Azienda Ospedaliera G. Martino di Messina (ME), emerge che il 66% (10) dei rispondenti ritiene che le strutture siano poco o per nulla adeguate al trattamento di disturbi di salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza, il 40% (5) le ritiene abbastanza o molto adeguate…con una divisione ‘geografica’.

Le cause dell’inadeguatezza- sempre secondo l’indagine- riguardano principalmente la mancanza di spazi e personale, in alcuni casi mirati ad alcune fasi es. accoglienza (BO), postacuzie/riabilitazione (FI,VA). Altri evidenziano specifici elementi della struttura (GE,PD) altri ancora sottolineano la diversa tipologia di domanda (BS, MI).

I disturbi mentali rappresentano una delle patologie più frequenti dell’età evolutiva. I dati dell’OMS, invece, segnalano un rischio per tali patologie nel 10% dei bambini e nel 20% degli adolescenti. Inoltre, negli ultimi anni l’esordio è diventato sempre più precoce per numerose patologie neuropsichiatriche, in particolare per i disturbi del comportamento alimentare.

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