ASP e Ospedali

Ecco i dettagli

Neurologia di Villa Sofia, conclusa la manutenzione straordinaria

L'intervento ha consentito il miglioramento degli ambiti di ricovero e cura e una rivisitazione degli spazi igienico-sanitari, di degenza e di accesso.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Sono giunti a conclusione i lavori di manutenzione straordinaria riguardanti i locali dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Stroke Unit dell’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello  (al terzo piano del padiglione geriatrico P.O. Villa Sofia) che hanno consentito una rivisitazione a tutto campo in chiave fortemente innovativa. In particolare il progetto curato dal personale dell’ U.O.C. “Servizio Tecnico”, diretto dall’ing. Vincenzo Nicastri – e per quanto attiene la direzione dei lavori affidato all’ing. Giovanni Tarantino, che è stato coadiuvato dal geometra Vito Soresi, con la supervisione del RUP (responsabile unico progetto) ing. Enrico Fullone – ha reso possibile un intervento di manutenzione straordinaria che ha puntato al macro obiettivo di umanizzazione delle cure mediante un’azione volta al miglioramento degli ambiti di ricovero e cura e ad una rivisitazione degli spazi igienico- sanitari, di degenza e di accesso.

I lavori hanno riguardato principalmente la sostituzione di porte e pavimentazioni, apparecchi igienico sanitari, e relativo ripristino con elementi moderni, ma non hanno trascurato misure di ingegneria edilizia, volte a conferire maggiori standard di sicurezza per pazienti e operatori (riguardo a intonaci, controsoffitti e tramezzi), nonchè misure di adattamento degli impianti.

La ratio dei progettisti è stata quella di operare una rifunzionalizzazione degli ambienti declinata all’incremento degli standard di benessere, comfort ambientale, sicurezza ed efficienza operativa delle relative strutture. Indici chiave per misurare l’obiettivo sistemico di umanizzazione delle cure delle aziende di ricovero e cura e, dunque, premessa per consolidare anche il miglioramento della qualità percepita dall’utenza e compensare, così, l’impatto psicologico negativo inevitabilmente connesso al gradiente di “ostilità” insito nei luoghi di assistenza in corso di malattia.

«Ormai da tempo i tecnici del settore, e nella specie i progettisti – afferma l’ing. Vincenzo Nicastri direttore UOC Servizio Tecnico – sono impegnati a orientare la progettazione verso soluzioni ad elevato grado di umanizzazione, quale utile strumento per sviluppare e diffondere maggior consapevolezza culturale sul valore che essa riveste nei contesti organizzativi socio- sanitari, improntando, conseguenzialmente, la nostra opera a modelli di indirizzo che considerano il paziente al centro, ma che tengono anche conto del cd. profilo esigenziale dello stesso ( e quindi, di riflesso, di quello del familiare/accompagnatore, che spesso è anche caregiver) correlato al tipo di patologia da cui è affetto e alla specifica esperienza di utilizzo di servizi socio-sanitari».

«Sia per la qualità e la sicurezza dell’utenza, che per la necessaria considerazione del personale, che durante un intervento tecnico occorre sempre tener presente per la peculiare condizione di lavoratore in ambito socio-sanitario, essendo la struttura sanitaria anche ambiente di lavoro – spiega l’ing. Giovanni Tarantino, direttore dei lavori – abbiamo puntato ad assicurare un progressivo aumento degli standard di qualità e sicurezza nelle due direzioni e, progettato, dunque, avendo cura dell’elemento di flessibilità che tecnicamente è un parametro significativo quando si opera nei luoghi di cura anche a fronte delle potenziali esigenze di mutamento a carattere organizzativo, che attengono alla stessa natura dinamica, e non certamente statica, degli spazi, delle superfici operative, tipica di un’azienda ospedaliera, vedi ad esempio ipotesi di necessità di estensioni per ampliamento posti letto, di diverse allocazioni dei reparti e quant’altro».

«Dall’indice di accoglienza e di ospitalità delle strutture sanitarie e dal comfort dell’ambiente di cura si ricava anche la capacità dell’azienda di adeguarsi ad un’offerta sanitaria competitiva dei servizi, rispetto alla domanda di salute – sottolinea Roberto Colletti direttore genera di Villa Sofia-Cervello – e questo ulteriore intervento tecnico registra ancora una volta la nostra ferma volontà di potenziare la qualità delle cure oltre che sul piano generale, anche con una precisione mirata allo specifico target di pazienti affetti da patologie neurologiche».

«Nella specie- conclude Colletti- è stato apportato un miglioramento alle condizioni fisiche e funzionali dell’unità operativa in oggetto che, consente anche di ottimizzare gli spazi a disposizione, oltre che la sicurezza e dunque, rappresenta un esempio tangibile del nostro impegno verso l’implementazione qualitativa dei servizi dal punto di vista assistenziale, ma anche secondo un’ottica di efficienza, efficacia, sostenibilità e innovazione, tutti elementi necessari per affrontare le sfide future della sanità, oltre che per ottemperare ad una gestione del management congrua, appropriata ed oculata».

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