Neurochirurgo di Acerra tra i più giovani primari di tutta l’Inghilterra

16 Febbraio 2016

A soli 35 anni Pierluigi Vergara esegue più di 200 interventi l’anno, ha liste operatorie indipendenti e gestisce diversi ambulatori. È anche il responsabile di diversi specializzandi che ha il compito di formare.

 

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CAMBRIDGE. Ha solo trentacinque anni ed è uno dei più giovani primari del Regno Unito: Pierluigi Vergara tre anni fa è diventato “consultant” all’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge, uno tra i più prestigiosi ospedali universitari al mondo.

«Sono andato via dall’Italia perché sapevo che in Inghilterra avrei potuto imparare e fare esperienze neurochirurgiche di alto livello», rivela in un’intervista al portale Vesuvio Live. «Se fossi rimasto a Napoli a quest’ora è probabile che sarei ancora ad iniziare. Oggi, a 35 anni eseguo 200 interventi l’anno, ho liste operatorie indipendenti, gestisco ambulatori e sono responsabile di specializzandi che ho il compito di formare».

Orgoglio acerrano
La sua storia riempie d’orgoglio Acerra, una terra tristemente famosa per essere parte della Terra dei fuochi. E il giovane neurochirurgo ha ricevuto un lettera di congratulazioni dal sindaco della sua città, Raffaele Lettieri.

«Già da studente parlava dei suoi progetti, dell’esigenza di partire», racconta il dottor Sandro Sicignano, medico che gli ha fatto da tutor per il tirocinio postlaurea. E lo stesso Pierluigi ha risposto a un suo messaggio su Facebook ricordando proprio quei giorni da tirocinante. «Mi è servito molto a capire come gestire ambulatori e interagire con pazienti», scrive.

Specializzazione in Gran Bretagna
Il suo percorso in neurochirurgia spinale si è perfezionato al National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra. Dopo la specializzazione l’occasione di approdare al Fellowship a Cambridge. Un anno ancora e arriva l’assunzione al come consultant all’Addenbrooke’s Hospital, con funzioni cliniche equiparate a quelle di un primario, dove oggi si occupa principalmente di chirurgia vertebrale mininvasiva.

Il suo post su Facebook. Il giovane primario scrive: «Un giorno sono diventato “famoso” solo per aver fatto il mio lavoro con dedizione. Ho ricevuto centinaia di richieste di amicizia, messaggi di auguri, congratulazioni, stima, orgoglio, affetto… e anche qualche insulto e offesa. C’è perfino chi ha messo in dubbio il mio lavoro, giusto perché Google ha tradotto “consultant” in “consulente”. Continuerò con passione, coraggio ed onestà a fare il mio lavoro, indipendentemente dai facili giudizi».

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