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«Nessuno va più dal medico di famiglia»: parola del leghista Giorgetti, ma scoppia la polemica

23 Agosto 2019

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri "nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito". Le reazioni di Trizzino (M5S) e della Fimmg.

 

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«Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?».

Questo è quanto ha dichiarato Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, durante il Meeting di Rimini per l’incontro ‘Intergruppo sussidarietà: le riforme istituzionali’ e che sta scatenando la polemica da parte dei rappresentanti della medicina generale e non solo.

Secondo l’esponente della Lega «nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito».

LE REAZIONI

«Giorgetti afferma che nessuno va più dal medico di famiglia e preferisce curarsi consultando Internet. Tutte le ricerche in Italia dicono che i medici di famiglia continuano ad essere il primo riferimento per la nostra popolazione”, attacca il parlamentare del M5s Giorgio Trizzino in un post pubblicato su Facebook.

E continua: «Si rende conto di fare passare messaggi dannosi per la tenuta del SSN? La Medicina Generale nel nostro SSN occupa uno spazio centrale in quanto filtra e riduce la domanda di prestazioni che altrimenti si riverserebbero nei pronto soccorso e negli ambulatori specialistici. La stragrande maggioranza dei passaggi in PS (con punte del 70/80 %) sono codici bianchi, cioè piccoli interventi che potrebbero tranquillamente essere gestiti dalla MMG, magari rafforzata da figure come un infermiere di medicina generale. Incentivare la ricerca dello specialista su internet è il modo migliore per incrementare la spesa sanitaria».

Il parlamentare pentastellato aggiunge: «Il medico di famiglia rappresenta il punto di riferimento per la gestione di tutte quelle condizioni cliniche e di quelle patologie che per la loro bassa complessità possono essere gestite a domicilio o presso gli ambulatori di Medicina Generale. Il sottosegretario la finisca di parlare di argomenti che non conosce».

Reagisce pure Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg che in una nota ribatte: «La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega Giorgetti, che evidentemente non riesce più a leggere in modo chiaro i sondaggi altrimenti ci spieghi come mai si richiama la sovranità popolare e poi non la si rispetta rispetto ai sondaggi che vedono i medici di famiglia a più dell’80% di gradimento primi tra tutte le figure dell’SSN, e lui ci insegna che il popolo si rispetta sempre non a corrente alternata. Se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia».

Poi Scotti ironizza: «Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale. Mi auguro, una volta che la crisi di Governo sarà risolta, che il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare e di studio e ricerca sul tema».

«Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. Scoprirebbe certamente che in una società come la nostra, sempre più attenta ai numeri e meno alle persone- conclude Scotti- il medico di famiglia è uno dei pochi baluardi che resistono a tutela della salute dei cittadini come persone e non come numeri di sondaggi che si usano quando ci piace».

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