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Dal palazzo

L'annuncio

NeMo Sud chiuso, due ex pazienti: «Pronti a fare lo sciopero della fame»

La clamorosa forma di protesta inizierebbe dal 26 luglio se dalla Regione non dovessere giungere novità positive per la riapertura del Centro clinico messinese.

Tempo di lettura: 3 minuti

«Voi chiudete il NemoSud e noi chiudiamo la bocca»: con queste parole Maddalena Spataro e Francesco Saporito, entrambi ormai ex pazienti del Centro di eccellenza messinese, annunciano l’intenzione di iniziare lo sciopero della fame dal 26 luglio, per chiedere la riapertura della struttura deputata alla cura delle malattie neuromuscolari come Sla e Sma. «Aiutateci a lottare contro un’ingiustizia disumana che colpisce 5.000 pazienti» scrivono i due su Facebook. Dalla Regione ancora non si è avuta alcuna notizia, ma l’assessore alla salute, Ruggero Razza, dopo l’ultimo incontro aveva chiesto ai sindacati ed ai pazienti di attendere un’altra decina di giorni per trovare una soluzione consona. Per questo motivo i due pazienti hanno deciso di dare nuovamente fiducia alla Regione e aspettare i giorni pattuiti prima di iniziare lo sciopero della fame, atto che comunque sarebbe gravoso per queste persone già provate da pesanti malattie neuromuscolari.

In seguito al precedente annuncio del solo Saporito di voler iniziare lo sciopero della fame, era arrivata la proposta accorata del presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, che ha dichiarato di volersi sottoporre allo sciopero della fame per sostituirsi al paziente malato di Sla. «È scandaloso- ha dichiarato Faraone- che persone gravemente malate siano costrette a difendere il diritto alle cure manifestando in piazza e con modalità anche estreme come il digiuno. Servono risposte immediate, perché c’è in gioco la vita di migliaia di persone e ogni minuto di ritardo nella soluzione di questa vicenda è uno schiaffo ai più fragili e alle loro famiglie». Di fatto, però, questo sciopero della fame non è ancora iniziato, quindi Francesco e Maddalena continuano convinti per la propria strada. Contattato da Insanitas, Faraone ha fatto sapere di essersi proposto per una sostituzione, pertanto si sostituirà a Francesco per fare lo sciopero della fame quando lo inizierà, non prima. Il valore di tali affermazioni si vedrà ovviamente con i fatti.

A pronunciarsi nuovamente sul NemoSud nei giorni scorsi ci ha pensato anche il Garante per l’infanzia del Comune di Messina, Angelo Fabio Costantino, che su Facebook ha scritto: «Sono passati 10 giorni dalla richiesta di relazione del Ministero della Sanità, alla Direzione Generale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana sulla chiusura del Centro Nemo sud di Messina. In questi 10 giorni sono rimasto in contatto con la Segreteria del Ministero sino a questa mattina ho parlato con il delegato del procedimento dott.ssa Laganà che ringrazio per la professionalità e disponibilità. Dieci giorni per dare risposte ai pazienti e ai loro familiari sono troppi soprattutto quando ad attendere sono 5000 pazienti tra cui moltissimi bambini che versano in condizioni sanitarie molto delicate a causa delle gravi patologie di cui sono affetti. Continuo a ricevere richieste di aiuto da molti familiari dei pazienti, che puntualmente ho girato al Ministero».

Costantino aggiunge: «Ho informato, altresì, gli uffici ministeriali del rischio di manifestazioni eclatanti di qualche assistito che pur di lottare per il suo sacrosanto diritto alla salute è disposto a rischiare la sua già precaria condizione di salute. Nel rispetto delle le posizioni delle parti, di cui non ho alcuna contezza, i pazienti, i familiari, i cittadini hanno diritto di sapere presto perché il Centro Nemo ha chiuso e quale possibili risposte posso essere date ai pazienti nel rispetto degli standard sanitari d’eccellenza che sino a poche settimane fa sono stati loro garantiti. Mi associo a chi prima di me e con più forza ha sollecitato a fare presto perché i pazienti non posso aspettare».

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