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Dal palazzo

La protesta

NeMo Sud chiuso, due ex pazienti iniziano lo sciopero della fame

La decisione a causa dell'assenza di novità positive da parte della Regione sulla riapertura del centro clinico messinese. L'assessore Razza ha chiamato uno dei due annunciando una sua imminente visita.

Tempo di lettura: 2 minuti

Hanno iniziato lo sciopero della fame Francesco Saporito e Maddalena Spataro per chiedere la riapertura del centro clinico Nemo, unico del Sud Italia (prima di Napoli) deputato a curare gravi malattie neuromuscolari e autorizzato a somministrare la terapia genica per la Sma. «Voi chiudete il NemoSud e noi chiudiamo la bocca» annunciano stamattina su Facebook i due ex pazienti del centro di eccellenza messinese. I dieci giorni chiesti dall’assessore alla Salute Ruggero Razza e dai rappresentanti della Regione Siciliana sono passati nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni regionali. I sindacati e la dirigenza del NemoSud che dovevano essere convocati in questi giorni non sono mai stati chiamati.

Solo oggi che i due ex pazienti hanno iniziato un pericolosissimo sciopero della fame- ricordiamo infatti che i due sono affetti da gravi malattie neuromuscolari, per cui potrebbe essere anche letale- Ruggero Razza ha chiamato Saporito annunciando una sua imminente visita. Con quale scopo, lo sapremo domani. Intanto, tutti gli ex pazienti del NemoSud che afferiscono al reparto del Policlinico di Messina a loro dedicato lamentano disagi di ogni tipo: ritardi nella somministrazione dei farmaci, ritardi nelle visite, reparto fatiscente e strutturalmente non idoneo a ricoverare dei malati in carrozzina. I lavoratori stanno giustamente cercando un nuovo lavoro, cosicché dei professionisti altamente specializzati non siano più disponibili in caso di riapertura del NemoSud.

«Sono demoralizzata e preoccupata perché le promesse fatte dal Presidente della Regione Nello Musumeci e dall’assessore Razza non hanno avuto alcun seguito. Non so come finirà questa storia, spero ovviamente per il meglio, in primis per noi pazienti perché attualmente abbiamo una marea di disagi, la situazione è veramente difficile e complicata» ha riferito Maddalena ad Insanitas.

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