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Dal palazzo

La vertenza

«Nel nuovo contratto Sanità aumenti ridicoli»: la protesta nazionale fa tappa anche a Palermo

Circa un centinaio di manifestanti hanno preso parte alla mobilitazione organizzata da Fsi-Usae davanti all'assessorato regionale alla Salute.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Si è svolta davanti l’Assessorato regionale della Salute la manifestazione nazionale dei lavoratori del comparto sanità per rivendicare il diritto ad un dignitoso rinnovo del contratto, in concomitanza con manifestazioni regionali e lo sciopero nazionale di 24 ore. Circa un centinaio di manifestanti hanno preso parte alla mobilitazione organizzata da Fsi-Usae, al grido di «inaccettabile un aumento di 70 euro lordi mensili dopo una pandemia, centinaia di colleghi contagiati e deceduti per aver contratto il covid».

“Prima eroi e poi calci”, “Infermieri e professioni sanitarie salvano la vita e l’hanno persa p«er assisterli e curarli”, “Non possiamo accettare un aumento ridicolo di 70 euro lorde”, “Aumento mortificante, uno schiaffo agli eroi”, “Ci appelliamo al Presidente Mario Draghi”, “Firmando questo contratto sarebbe la fine di tutti i sacrifici, di tutto l’impegno e dei sogni delle professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche e della riabilitazione”, sono alcuni degli slogan dei lavoratori che hanno manifestato con striscioni e bandiere. Tra le rivendicazioni, infatti, le scarse risorse per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti pubblici.

«Fsi-Usae, esprimendo la ferma disapprovazione per la quantificazione economica prevista dal Governo ha rivendicato, da subito, per i lavoratori del comparto sanità, professioni sanitarie, socio sanitarie e tutti i dipendenti del Ssn, un rinnovo dignitoso, il Governo trovi le risorse per finanziarlo prima della conclusione di una inconcludente trattativa in Aran. Sono previsti a regime 1.015,57 milioni di euro a decorrere dal 2021 mentre per gli arretrati del 2019 e 2020 sono invece previsti, rispettivamente, 301,54 e 466,22 milioni. Insomma si parla di aumenti medi di 90 euro lordi che, emendati degli elementi stipendiali già anticipati e già presenti in busta paga, come l’indennità di vacanza contrattuale, assommano a poco più di 70 euro lordi medi cadauno».

Dal sindacato aggiungono: «Chiediamo aumenti sostanziosi degli stipendi base di 2.000 € netti mensili e l’aumento delle indennità professionali. Sono più di una richiesta salariale, sono una richiesta di dignità, di libertà e di giustizia sociale. Ci appelliamo al Presidente Draghi affinchè reperisca risorse economiche dalla imminente Legge di Bilancio che sarà approvata entro fine anno, altrimenti la nostra lotta non si può fermare».

La delegazione ricevuta da Giuseppe Giandalone, componente dello staff direttivo dell’Assessore Razza, ha esposto le tematiche politico-sindacale con le rivendicazioni contrattuali, il grande disagio degli operatori sanitari, il duro lavoro, le grandi responsabilità, i grossi rischi di contagio per covid e le retribuzioni da fame. «Abbiamo chiesto riconoscimento della dignità e del ruolo per le professioni sanitarie- affermano dalla Fsi-Usae- cioè degli operatori che ormai sono tutti laureati, altamente specializzati, con specifiche competenze esclusive e responsabilità enormi, è indifferibile. Riteniamo necessario prendere subito atto delle evoluzioni normative delle medesime professioni per garantire adeguati sviluppi di carriera ed uno stipendio da professionisti e per darvi concretezza sono necessarie delle risorse straordinarie».

«Il dott. Giandalone ha ascoltato gli interventi e le ragioni dei rappresentanti sindacali con grande attenzione e ha espresso la sua disponibilità, ha sottolineato la concretezza dell’incontro dichiarando che le motivazioni della protesta sono legittime e ragionevoli, e che la Regione Siciliana si farà portavoce in Conferenza Stato-Regioni»  concludono i componenti della segreteria regionale Fsi-Usae Sicilia Pier Paolo di Marco, Salvatore Ballacchino, Salvatore Di Natale, Renzo Spada, Carmelo Massari, Maurizio Cirignotta e Calogero Coniglio.

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