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Navarra: «Nuove tecnologie e studi multicentrici, ecco come la Chirurgia si evolve»

Il presidente della Società siciliana di Chirurgia traccia un bilancio del 58° congresso, durante il quale sono state premiate le migliori tesi di specializzazione.

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“Tecniche e tecnologie emergenti in Chirurgia”: è il tema su cui si sono confrontati i chirurghi siciliani in occasione del 58° Congresso della Società Siciliana di Chirurgia, che si è svolto presso il Centro Congressi dell’A.O.U. Policlinico “Martino” di Messina. Il prof. Giuseppe Navarra (nella foto), presidente della Società Siciliana di Chirurgia e Responsabile del reparto di Chirurgia generale ad Indirizzo Oncologico del Policlinico di Messina, ha raccontato ad Insanitas i dettagli dell’evento: «La Società Siciliana di Chirurgia ha alle spalle una lunga storia, anche se purtroppo a causa della pandemia l’ultimo congresso si era tenuto nel 2019. Lo scorso venerdì ha avuto luogo la 58° edizione e siamo già a lavoro per organizzare quella del 2023, che sarà a Palermo».

Quest’anno si è scelto di replicare un’iniziativa importante, che aveva già caratterizzato il congresso precedente, premiando le migliori tesi di specializzazione delle Scuole di Chirurgia di Palermo, Messina e Catania. «La nostra società- ha commentato Navarra- riunisce tutti i chirurghi generali dell’isola, a prescindere dal fatto che lavorino in ospedale o nelle università. E proprio grazie alla presenza di queste due anime, essa è in grado di avvicinare i giovani durante la loro formazione nella scuola di specializzazione, continuando a seguirli anche successivamente».

Le nuove leve della chirurgia siciliana hanno avuto quindi la possibilità di presentare alla platea di colleghi i risultati dei propri elaborati. Nello specifico, ogni Scuola ha selezionato tre tesi di specializzazione, e tra queste, una giuria composta dai past president della Società ha scelto la migliore di ciascun ateneo. I vincitori sono stati: la dott.ssa Giovanna Rizzo per la Scuola di Palermo, il dott. Michele Milazzo per la Scuola di Catania e la dott.ssa Federica Sarro per la Scuola di Messina.

L’evento ha rappresentato anche il motivo per fare il punto sulle novità del settore, emerse negli ultimi tre anni. Uno dei temi trattati è stato l’uso della fluorescenza in chirurgia generale: «Esistono sostanze- ha precisato il presidente- che se colpite da raggi infrarossi, emettono un segnale fluorescente. Una delle applicazioni maggiori che si fa di questa tecnica è l’angiografia, per rilevare la vascolarizzazione dei tessuti. Per secoli infatti, il chirurgo si è basato sul colorito del tessuto che si apprestava a suturare, per valutarne la vitalità e la vascolarizzazione. Adesso invece, si ha a disposizione questo ausilio, che si applica iniettando nel sangue del paziente il verde di indocianina, che grazie ai raggi infrarossi diventa fluorescente e permette di identificare la vascolarizzazione del tessuto. Si tratta di un aspetto fondamentale, perché durante un intervento è importante avere la certezza che i tessuti siano vitali, altrimenti la ferita potrebbe aprirsi e dare luogo ad infezioni e complicanze. Ulteriori usi si fanno anche nella chirurgia ricostruttiva per sapere se i tessuti resteranno vitali o per individuare il linfonodo sentinella, che costituisce il primo linfonodo che drena la linfa del tumore».

Durante il congresso si è parlato anche di chirurgia robotica, di chirurgia mininvasiva con l’uso della tecnologia 3d e 4k e di nuove tecniche per la terapia dell’obesità. Sono stati poi illustrati i benefici offerti dall’utilizzo di queste nuove metodologie all’avanguardia:  «Sicuramente una maggiore sicurezza sia per il paziente, che per il chirurgo- ha evidenziato il professore- ma anche ridotte complicanze post operatorie e in particolare, in chirurgia oncologica, migliori risultati nel trattamento delle patologie».

Ampio spazio è stato dedicato alla proposizione di studi multicentrici e di percorsi diagnostico terapeutici innovativi. «Insieme al consiglio direttivo della Società- ha dichiarato Navarra- abbiamo cercato di immaginare dei modi per coinvolgere maggiormente i nostri soci. La volontà è quella di raccogliere le adesioni da parte degli specialisti, e poi discutere insieme, condividere e fare formazione sui protocolli stabiliti, in modo che possano essere replicati in tutti gli ospedali che vorranno partecipare agli studi. Abbiamo già iniziato a stabilire la road map e sicuramente nei prossimi congressi evidenzieremo i progressi svolti fino a quel momento».

Nello specifico, uno studio sarà incentrato sull’ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) in chirurgia colon-rettale. Si tratta di un metodo innovativo con cui gestire il percorso del paziente, dal suo ingresso in struttura alla sua dimissione, avvalendosi di un team multidisciplinare. La finalità è quella di rendere l’impatto dell’intervento il meno invasivo possibile e consentire una rapida ripresa delle attività. L’altro studio riguarderà l’uso della fluorescenza in chirurgia colon-rettale, per standardizzare l’utilizzo di questa tecnica in tale settore; infine, si è previsto di redigere un percorso diagnostico terapeutico, con l’obiettivo di capire come trattare i pazienti che sono contemporaneamente affetti da infezione alla colecisti, calcoli nella colecisti e calcoli nelle vie biliari, stabilendo quali tempistiche seguire e quale approccio chirurgico, radiologico ed endoscopico applicare.

«Siamo molto soddisfatti della riuscita del congresso- ha concluso il prof. Navarra- perché abbiamo registrato una grande partecipazione, a dimostrazione della grande voglia della comunità di chirurghi siciliani di potersi finalmente ritrovare in aula a discutere, dopo tre anni di stop, causati dalla pandemia».

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