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NAS All’Asp di Agrigento, la CIMO punta il dito contro vecchi e nuovi vertici aziendali

13 Nov 2018

La CIMO ha inviato due esposti alla Procura Regionale della Corte dei Conti, un terzo esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Agrigento

 

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Il sindacato dei medici CIMO punta il dito contro l’ASP di Agrigento. Al centro delle questioni sollevate dall’organizzazione rappresentata a livello regionale da Riccardo Spampinato le verifiche condotte nei mesi scorsi dai Carabinieri del NAS che hanno portato, lo scorso 9 ottobre, alla chiusura del Centro di Salute Mentale, SERT e del Centro Diurno, trasferiti d’urgenza alla Cittadella Sanitaria di Viale della Vittoria. I NAS avrebbero anche sequestrato registri ed alcune cartelle cliniche della UOC di Chirurgia Vascolare del San Giovanni di Dio.

“Già nel mese di luglio di quest’anno – rileva la cimo in una nota inviata alla nostra redazione – un altro blitz dei Carabinieri del NAS aveva portato alla chiusura e allo sgombero dei locali del 118 di Cammarata, sempre per problemi legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro. La Segreteria Aziendale CIMO aveva più volte segnalato le stesse gravi criticità igienico-sanitarie e strutturali ai vertici aziendali, sia al precedente direttore generale Ficarra che all’attuale commissario Venuti, senza tuttavia avere riscontri”

La CIMO ha quindi inviato due esposti alla Procura Regionale della Corte dei Conti, uno nei confronti dell’ex direttore generale ed il secondo nei confronti dell’attuale Commissario Gervasio Venuti. Un terzo esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Agrigento nel quale si segnalano altre procedure amministrative, ritenute illegittime dal sindacato dei medici ed anch’esse inerenti problematiche della sicurezza nei luoghi di lavoro oltre alla nomina del Responsabile per la Sicurezza e Prevenzione che dal CIMO definiscono “non del tutto trasparente”.

“Come al solito il Sindacato resta inascoltato dall’amministrazione della ASP di Agrigento – afferma Spampinato – ma finalmente sembra essere stata posto sotto la lente dell’autorità giudiziaria. Auspichiamo che anche l’Assessorato Regionale della Salute faccia la sua parte ed intervenga, anche con le sue funzioni ispettive, a mettere finalmente un po’ d’ordine all’ASP di Agrigento”.

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