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Musumeci e Razza in visita ad Agira e Leonforte: nessun covid hospital nell’ennese

6 Giugno 2020

Ospedale di Leonforte "Serve un potenziamento della struttura soprattutto nella diagnostica, serve anche del personale specializzato" ha dichiarato Musumeci

 

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“Con l’assessore Razza abbiamo deciso di compiere una visita che non è formale, ma piuttosto densa di significato” ha dichiarato il Governatore Nello Musumeci giunto ieri mattina ad Agira accolto in Municipio dal primo cittadino Maria Greco. «Questa è una delle province tra le più colpite del mezzogiorno d’Italia – ha continuato – abbiamo pensato quindi a un visita operativa e di lavoro, oltre che di incoraggiamento. Un incontro per capire cosa bisogna fare. Non è tempo di passerelle, è tempo di sostanza e la Regione ha il dovere di stare vicino ai sindaci».

Il presidente della Regione è stato accolto nell’ex comune zona rossa, così come all’ospedale di Leonforte con grande emozione. Agira, nell’isola, è stato uno dei cluster più importante in termini di contagi e di perdite umane. Altrettanto significativo il segno lasciato dalla pandemia a Leonforte. Ma la provincia di Enna, come stamane ha annunciato l’assessore Ruggero Razza, non avrà un Covid hospital.

Smentita quindi la voce che il Ferro Branciforti Capra di Leonforte avrebbe subito una conversione per accogliere possibili pazienti Covid. Il sindaco Carmelo Barbera aveva infatti chiesto di essere audito in VI Commissione per denunciare un temuto depotenziamento che, di fatto, non avverrà. Musumeci, accompagnato anche dal direttore generale dell’Asp di Enna, Francesco Iudica e dal direttore sanitario Emanuele Cassarà ha visitato le corsie del nosocomio e la Cappella con il parroco-paziente.

Intervistato da InSanitas sulle sorti dell’ospedale ha dichiarato: «Serve un potenziamento della struttura soprattutto nella diagnostica, serve anche del personale specializzato e purtroppo – come nel resto d’Italia – non riusciamo a trovarne. Insieme all’assessore Razza ci siamo dati appuntamento nei prossimi giorni con il sindaco della città e il direttore generale dell’Asp di Enna per stabilire quello che si può fare. Abbiamo il dovere di renderlo un punto di riferimento sicuro per gli abitanti della zona». Nell’incontro di stamane sotto una pioggia battente il Governatore ha messo l’accento sulle condizioni indecenti in cui si trovano le strade che collegano i comuni limitrofi. «Se lo Stato si occupasse anche delle strade provinciali dopo aver distrutto le province sarebbe una gran bella cosa. Se lo Stato si liberasse dell’Anas che è una scatola vuota sarebbe meglio».

Musumeci, nella sua visita nell’Ennese, ha voluto riprendere anche il tema della viabilità nell’Isola. «Chiediamo a Roma – ha ribadito – l’invio di un commissario che possa rimettere in sesto 15 mila chilometri di strade provinciali». E tornando all’epidemia che ha travolto l’Italia ma non la Sicilia che, con regole rigide si è isolata, sono emersi dati confortanti alla base di scelte chiare sul destino degli ospedali. «Alla luce dei dati epidemiologici abbiamo ritenuto di ridurre al minimo l’impatto sulle strutture ospedaliere e sul numero dei posti letto», ha proseguito Razza. In questo momento infatti vi sono meno di 70 ricoverati in Sicilia. «Una cosa è immobilizzare le strutture ospedaliere che garantiscono le cure, altra cosa è immaginare l’adeguamento delle strutture ospedaliere in vista di una seconda ondata che ci potrebbe essere in autunno». La Sicilia in ogni caso sarà pronta con un piano già redatto. «Possiamo dire – ha concluso il presidente della Regione – che questa brutta esperienza appartiene al passato però dobbiamo sapere che abbiamo vinto la battaglia e non la guerra, perché il virus è ancora vivo».

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