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Musumeci all’attacco: “Se non chiudono gli hot spot ci rivolgeremo alla magistratura”

24 Agosto 2020

Gli uffici di prevenzione delle ASP dovranno verificare il rispetto delle normative anticovid nei centri di accoglienza per migranti. Razza "Disporremo la chiusura di quelli non a norma".

 

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Una conferenza stampa per mettere in chiaro l’ambito di applicazione dell’ultima, contestatissima, ordinanza contingibile ed urgente emanata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, mosso dalla ferma intenzione di chiudere gli hot spot che, denuncia il governatore siciliano, “sono assolutamente fuori legge”.

“Questa ordinanza, come le precedenti, interviene non in materia di immigrazione ma in materia sanitaria – precisa subito Musumeci- Abbiamo dato 48 ore di tempo al Governo perchè si attivi per svuotare i centri di accoglienza per migranti presenti nell’Isola. Il Viminale dice che la competenza è loro. Nessun dubbio che la competenza sulla gestione dei migranti sia loro, ma io sono soggetto attuatore dell’emergenza anti covid ed in questa qualità devo garantire la salute dei siciliani e di tutti coloro che risiedono in questo momento nell’isola. Migranti compresi”.

Poi l’ultimatum rivolto al Governo Centrale: “Noi aspettiamo fino a stasera. Diteci se la competenza sanitaria all’interno degli hot spot è anche vostra. Se lo è- accusa Musumeci- siete fuori legge”.

Poi le precisazioni su quello che potrebbe accadere a partire dalla mezzanotte di oggi: “Se ci chiederanno alcuni giorni per liberare i centri di accoglienza saremo lieti di collaborare. Se invece il Governo non dovesse rispondere o se da Roma impugnano l’ordinanza saremo costretti a rivolgerci alla magistratura. Perchè la nostra ferma intenzione è quella di svuotare questi “campi di concentramento” (così li ha definiti durante la conferenza stampa ndr) e metterci i sigilli”.

Sull’utilizzo delle forze del’ordine, che alcuni hanno paventato richiamando l’articolo 31 dello Statuto Siciliano, Musumeci afferma a chiare lettere che si tratta di una misura non più attuabile, in quanto di fatto recentemente disconosciuta dal Governo Centrale, con una recente interpretazione della commissione paritetica che ha di fatto destituito di ogni potere la prima parte di quell’articolo.

Musumeci denuncia il silenzio e l’immobilismo del Governo Centrale sul tema dei migranti: “Già nei primi di marzo e poi nel mese di aprile abbiamo lanciato l’allarme sul flusso dei migranti che avremmo registrato con il bel tempo. Solo qualche settimana dopo il Governo Centrale confermava che sarebbero stati circa 10 mila i migranti già pronti a partire per la Sicilia. Già allora il governo nazionale avrebbe dovuto intavolare trattative serie con i Paesi del nord Africa ed in particolare la Tunisia, che non è un paese in guerra e neanche fra i più poveri del continente africano. Invece non è stato fatto nulla. Ci hanno lasciati da soli”.

“Abbiamo chiesto di far trascorrere ai migranti i 14 giorni di quarantena sulle navi ed anche in questo caso ci siamo trovati di fronte ad un muro di gomma- aggiunge Musumeci- Prima ci dissero che la nave era difficile da trovare. Noi in 24 ore noi l’abbiamo trovata, mandando foto e recapiti telefonici al ministero. A quel punto il Governo ci ha detto che mancava il denaro. Così, ancora una volta, siamo stati costretti a fare da soli, come con i controlli. La Regione Siciliana è stata costretta a fare il lavoro che sarebbe di competenza delle USCA. Con il nostro personale e con tanti giovani medici delle ASP che voglio davvero ringraziare, sono stati fatti 5 mila tamponi e 6335 test sierologici sui migranti”.

“Ciò che forse non si vuole capire è che siamo di fronte a numeri impressionanti. Solo nel mese di luglio – riporta Musumeci – sono arrivati in Sicilia 7067 migranti. Nella prima metà di agosto più di 3 mila arrivi. Lo scorso anno in tutto il mese di agosto 1068. Lo scorso anno a luglio 1088. Invece di rispondere con atti concreti il governo centrale intende creare delle tendopoli, cioè dei veri e propri campi profughi, privi delle più elementari misure anti contagio”.

Musumeci parla poi anche di Lampedusa: “Lo scorso 26 giugno, come Regione, abbiamo chiesto lo stato di emergenza per il Comune di Lampedusa, richiesto all’unanimità anche dal Consiglio Comunale. A nulla è valso il sopralluogo dello stesso ministro dell’interno Lamorgese. Anche in questo caso i nostri appelli sono rimasti inascoltati. A due mesi di distanza la dichiarazione dello stato di emergenza per Lampedusa non c’è. I lampedusani non ce la fanno più. Le condizioni dell’hot spot sono indicibili, e questo vale tanto per Lampedusa quanto per Porto Empedocle, Pozzallo, Siculiana.

Per dare seguito all’ordinanza del presidente della Regione, l’assessore alla salute Ruggero Razza ha disposto l’attivazione degli uffici di prevenzione delle 9 ASP che al più presto dovranno fare dei sopralluoghi negli hot spot per verificare la sussistenza, all’interno delle aree destinate all’accoglienza, di tutti i parametri anti covid.

Una situazione ad alto rischio contagio che preoccupa molto l’assessore Razza che fa un esempio concreto:”Dentro l’hot spot di Pozzallo siamo passati in un batter d’occhio da 8 positivi ad 80 positivi. Le linee guida che devono essere rispettate anche dentro questi luoghi sono molto chiare, anche per quanto riguarda il distanziamento. Abbiamo pensato ad una task force di professionisti che si occuperà di queste verifiche. Pensate che a Vizzini si era immaginato di tenere 8 persone in letti a castello in locali di 18 metri quadri senza areazione. Il tema del rischio di contagio – aggiunge Razza – è anche legato al numero significativo di soggetti che hanno abbandonato i luoghi di quarantena. Molti, senza fare il secondo ed ultimo accertamento (Tampone). Speriamo che entro pochi giorni possa terminare la ricognizione di tutti gli hot spot, se le regole non vengono rispettate dovremmo prendere dei provvedimenti.”

 

 

 

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