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ASP e Ospedali

Il caso all'"Ingrassia"

Morto in attesa di una Cardiochirurgia, l’Ismett: «Tutti i nostri team erano impegnati»

L'Irccs interviene sul caso dell'anziano deceduto all'Ingrassia: «Siamo, come sempre, disponibili a fornire tutta la documentazione necessaria alle autorità competenti». 

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «Siamo addolorati e vicini alla famiglia del paziente giunto all’osservazione dell’Ospedale Ingrassia di cui riferisce la stampa e che necessitava di un intervento di cardiochirurgia urgente».

Lo scrive in una nota l’Ismett, aggiungendo: «L’Istituto è stato allertato mentre tutti i Team di Cardiochirurgia della struttura erano impegnati in delicati interventi su pazienti sia Covid che non. In particolare dei tre team operativi: uno era impegnato presso la Sala Operatoria dell’istituto per un bypass aorto-coronarico; il secondo ed il terzo si trovavano rispettivamente presso Arnas Civico di Palermo e l’Ospedale Cannizzaro di Catania per sottoporre ad ECMO (un sistema di circolazione extracorporea che sostituisce la funzione polmonare danneggiata) due pazienti in gravi condizioni da stabilizzare e poi trasferire presso la nostra struttura».

Dall’Ismett sottolineano che «il posizionamento dell’ECMO richiede l’intervento di un team altamente specializzato di medici e tecnici di circolazione extracorporea. Si tratta di un intervento altamente complesso, in particolare quando deve essere eseguito presso un altro Ospedale a cui segue il trasporto del paziente, in circolazione extracorporea, in ambulanza o elicottero. Si precisa che, benché Ismett stia dando un contributo determinante nella gestione dei casi più gravi dei pazienti affetti da Covid-19, l’Istituto non ha mai smesso di farsi carico dei trapianti e delle terapie ad alta specializzazione. Al momento, sono 24 i pazienti ricoverati presso il reparto di Terapia Intensiva Covid di Ismett, di cui 13 sottoposti ad ECMO; 8 pazienti hanno un’età inferiore ai 50 anni».

Quest’anno, nonostante l’emergenza legata alla pandemia da Sars Cov-19, saranno 160 i trapianti d’organo eseguiti, di cui 26 da vivente e 14 eseguiti nel mese di novembre di cui ben 5 da vivente, l’ultimo trapianto è stato eseguito nella notte fra il 3 ed il 4 dicembre. Il dato è in linea con l’anno precedente ottenuto in assenza di pandemia ed è il risultato dell’impegno dell’Istituto di implementare i programmi da donatore vivente e recuperare organi generati e non utilizzati in altre regioni.

Infine, dall’Ismett affermano: «Siamo, come sempre, disponibili a fornire tutta la documentazione necessaria alle autorità competenti.  L’istituto ringrazia tutti gli operatori sanitari che in questi mesi stanno facendo un lavoro straordinario sacrificando non solo la vita personale ma quella delle loro famiglie».

Sulla vicenda, denunciata dal sindacato Cimo, è intervenuta anche il presidente della Commissione Salute all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, annunciando un’interrogazione all’assessore Ruggero Razza: «Voglio sapere il nome e il cognome delle persone che si trovavano nelle sale operatorie dell’Ismett, del Policlinico di Palermo, di Villa Maria Eleonora, degli ospedali di Catania dove ci sono le cardiochirurgie. Voglio sapere perché non è stato trovato un posto».

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