ASP e Ospedali

La nota

Monte ore di lavoro degli operatori negli Hub, Zappia: «Ecco perchè lo abbiamo ridotto»

Il commissario provinciale dell'Asp di Agrigento replica alle critiche relative al provvedimento.

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Il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia (nella foto), interviene in merito ad alcune critiche  relative alla riduzione del monte ore di lavoro del personale click day-covid-19: «Il personale Click Day, per complessive 197 unità, è stato impiegato dal mese di marzo a tutt’oggi a supporto delle attività covid correlate ed in particolare nella campagna vaccinale che ha avuto un trend esponenziale dal mese di aprile al mese di agosto del corrente anno. Nel primo periodo l’ASP di Agrigento non ha proceduto all’assunzione di tutti i 197 contestualmente- ricorderete anche che questa scelta ci ha esposto a una serie di attacchi da parte di chi avrebbe voluto tutti…. subito!?!- bensì si è proceduto progressivamente ad assumere in base al numero di vaccini somministrati ogni giorno fino a raggiungere il numero completo quando le somministrazioni giornaliere hanno raggiunto livelli ragguardevoli. Questa ASP è arrivata a fare anche 4.000/5.000 vaccini/die».

Zappia aggiunge: «Quando a settembre la richiamata campagna vaccinale ha subito un progressivo rallentamento e si è passati dalle oltre 4.000 vaccinazioni die, in ambito provinciale, a poco meno di 1.000, l’Azienda con provvedimento deliberativo del 21 ottobre ha mantenuto il rapporto di lavoro immutato con gli assunti click day e ciò per definire tutte quelle procedure, compresa la digitalizzazione del materiale cartaceo, che non era stato possibile eseguire durante le fasi di vaccinazione. La prima scelta è stata quella di mantenere la forza lavoro immutata impiegandola in altri compiti, sempre connessi al covid, che durante l’ondata di piena era impossibile espletare, piuttosto che dimezzare il personale».

Inoltre il commissario straordinario dell’Asp aggiunge: «Essendosi successivamente, nell’ultima settimana di ottobre e nella prima di novembre, registrata un’ulteriore flessione dell’attività vaccinale, piuttosto che procedere alla riduzione numerica del personale in argomento, l’ASP si è determinata a ridurne l’impegno orario settimanale e ciò nella considerazione che l’avviata somministrazione della terza dose booster ancora non decollata avrebbe sicuramente richiesto di rivedere l’impegno orario dello stesso personale nei giorni successivi. Assolutamente gratuita e ingenerosa è l’affermazione che le code dei vaccinandi siano dovute a questo, perché per i numeri attuali di vaccini il personale è sufficiente. Ovviamente i Dirigenti preposti devono distribuirlo al meglio. Per questo chiederò fermamente di verificare se non ci siano comportamenti ostruzionistici e/o pretestuosi che non potranno essere consentiti».

«In conclusione, così come a inizio pandemia abbiamo operato con impegno progressivo a secondo del numero di vaccini somministrati ogni giorno, allo stesso modo procederemo anche oggi perché siamo convinti che questo sia un comportamento corretto e di buona amministrazione» afferma Zappia.

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