«Molti precari ed assunzioni che tardano»: ospedale Civico, la Cgil va all’attacco e Migliore replica

18 Marzo 2016

Il sindacato punta l'indice anche contro un presunto aumento dei posti letto nonostante il personale insufficiente. Ma il manager risponde per le rime: «Non sanno di cosa parlano. Su stabilizzazione dei 40 precari storici e nuove immissioni in servizio attendiamo il definitivo ok della Regione. Quanto ai posti letto, è vero il contrario: non li aumentiamo proprio perché mancano gli addetti».

 

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PALERMO. La presentazione della Carta dei diritti del Personale della struttura sanitaria è stata all’Arnas Civico l’occasione per la Cgil Palermo e la FP Cgil Palermo di parlare di alcuni temi ritenuti “scottanti”.

Erano presenti, presso l’aula multimediale, il segretario Fp Cgil Palermo Filippo Romeo e il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo.

«Abbiamo parlato di diritti e presentato il nostro progetto di legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici in un contesto lavorativo come quello della sanità pubblica che oggi vede ancora diseguaglianze, discriminazioni e divisioni», afferma Campo.

Tra gli argomenti più attesi, quello del precariato: «Da tempo al Civico segnaliamo problemi di precariato storico, scarsa dotazione organica e difficoltà a coprire turni di lavoro- afferma Filippo Romeo- La nuova dotazione organica ancora non viene resa nota, le assunzioni annunciate non arrivano».

A gennaio la Fp Cgil aveva segnalato una serie di disfunzioni, chiedendo un incontro con l’amministrazione dell’azienda Arnas Civico. Ma non solo, secondo il sindacalista: «L’azienda, ad esempio, non provvede al lavaggio dei camici e il personale sanitario è costretto a portarsi le divise da lavare a casa, con “rischio biologico” per le proprie famiglie-aggiunge Romeo- Non vengono ancora trasformati i 40 rapporti di lavoro a tempo dei precari storici che da anni lavorano con contratto quinquennale, per i quali esistono già criteri normativi regionali e nazionali per la definitiva stabilizzazione».

Tra le richieste del sindacato, quella di conoscere i parametri scelti per il trasferimento di intere unità operative da un reparto all’altro.

Poi altre due considerazioni: il problema di sicurezza che ci sarebbe in alcuni locali e l’aggiunzione di posti letto in alcuni reparti senza che a questa riorganizzazione sia corrisposto un incremento del personale, «con grave disagio sia del personale, costretto a seguire più pazienti, che dell’utenza, che si lamenta di non ricevere l’assistenza dovuta da parte del personale sovraccaricato di lavoro. Così la qualità del nosocomio palermitano si abbassa. Su tutto questo abbiamo chiesto l’apertura di un confronto», conclude Romeo.

Non tarda ad arrivare la replica del direttore generale Giovanni Migliore (nella foto): «Mi rendo conto che il sindacato debba fare il suo mestiere, ma chi parla così dimostra di conoscere poco il Civico- Quello che raccontano sono fatti surreali e che non esistono. Sui camici portati a casa, nemmeno commento. Chi lavora qui, conosce le procedure di lavaggio che ormai si effettuano da anni».

Poi Migliore risponde sul tema dei precari: «Credo di essere stato l’unico che ha fatto in modo che dentro la riorganizzazione del personale si possa arrivare ad una stabilizzazione definitiva dei 40 precari. Ma serve che l’assessorato approvi il piano e ce lo notifichi. Solo così potremo iniziare le procedure di stabilizzazione. Utilizziamo personale precario? Sì, è vero. Ma senza il loro supporto l’ospedale potrebbe chiudere. E tutti sanno che da anni al Civico non possono essere fatte assunzioni. Non abbiamo altra scelta che usare personale a tempo determinato. Noi speriamo nelle dotazioni organiche per poter bandire dei concorsi».

Infine, il direttore generale replica pure sulla questione sicurezza: «Su questo punto occorre che i sindacati siano più precisi. Di solito, noi, assolviamo tutte le prescrizioni che ci vengono imposte dagli addetti alla sicurezza. Anche perché non farlo, significa andare in galera. Sui posti letto, veramente è vero il contrario: non possiamo aggiungerne proprio perché non abbiamo il personale».

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