Modica, è caos al pronto soccorso: sette ambulanze in attesa per ore con i pazienti a bordo

2 Aprile 2016

Ieri pomeriggio disagi e proteste all'Ospedale Maggiore: sono arrivati la polizia e il sindaco per cercare di riportare la calma. Il deputato Nino Minardo: «Basta annunci, l'assessore Gucciardi intervenga subito».

 

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RAGUSA. Pronto soccorso nel caos, sette ambulanze in coda, medici ed infermieri al collasso e pazienti in attesa di assistenza per ore.

È quanto successo ieri pomeriggio all’ospedale Maggiore di Modica: in poco più di un’ora sono arrivate nell’area di emergenza sette ambulanze che hanno intasato l’attività del pronto soccorso rivelato, ancora una volta, le criticità che gli operatori sanitari sono costretti ad affrontare e i pazienti a subire.

Dalle 13 alle 15 circa, la centrale operativa del 118 di Catania ha inviato sette ambulanze al nosocomio modicano; il pronto soccorso era già pieno di pazienti, i due medici di turno e i tre infermieri faticavano a visitare chi era in attesa dalla mattina.

Davanti l’area di emergenza, con l’arrivo dei mezzi del 118, si è creata una lunga coda: i soccorritori non hanno potuto far scendere chi era a bordo dell’ambulanza, erano finite le barelle a disposizione, così come i letti-barella e le sedie a rotelle in dotazione al pronto soccorso.

I pazienti sono stati costretti ad aspettare il loro turno senza poter scendere dall’ambulanza: una situazione al limite della sopportazione che ha scatenato la rabbia di chi attendeva da ore di essere assistito.

Qualcuno ha anche chiamato la polizia, è arrivato il sindaco Ignazio Abbate che, sebbene poco concretamente potesse fare, ha cercato di calmare gli animi e si è voluto rendere conto di persona della paradossale situazione che il pronto soccorso della sua città stava vivendo.

Da diversi mesi ciò che si vive nel cuore del Maggiore viene denunciato, ma le denunce non sembra siano state ascoltate.

Ciò che è successo ieri ha fatto emergere con prepotenza i problemi che appesantiscono la normale attività del pronto soccorso modicano: la carenza di personale (due medici e quattro infermieri a turno); la vastità comprensoriale che il Maggiore serve: Modica, Ispica, Scicli, Pozzallo, Pachino e Rosolini.

Ed ancora, la logistica del pronto soccorso, troppo distante dal blocco di radiologia (un ausiliario che debba portare un paziente a fare una radiografia o una tac, esami di routine in tutti gli interventi di primo soccorso, impiega un tempo inammissibile per un reparto che deve gestire urgenze).

A questi fattori si aggiunge la gestione a volte non ponderata dei mezzi di soccorso da parte della Centrale Operativa del 118 di Catania che, come successo oggi, ha inviato tutte le ambulanze al pronto soccorso di Modica.

«La sanità iblea è alla sbaraglio», è intervenuto il deputato nazionale di AP Nino Minardo, che già nelle settimane scorse aveva puntato il dito contro la gestione dell’azienda sanitaria provinciale.

Adesso, però, si rivolge all’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi: «Basta annunci, qui ci vogliono i fatti: Gucciardi invece di incartarsi in pastoie burocratiche si di adoperi per sbloccare il potenziamento di organico nel pronto soccorso, richiesto da tempo da più parti e adeguare strutturalmente il pronto soccorso».

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