Marco Lampasona

Blog

L'opinione

Mobilità Passiva in Sicilia: Valore o Piaga ? Il progetto “Curarsi in Sicilia”

Marco Lampasona (Presidente Innogea Srl)

Mi sembra pregevole l'iniziativa “Curarsi in Sicilia” che punta, in ultima istanza, a far sì che i nostri concittadini possano ritrovare nella loro regione un adeguata risposta ai loro bisogni di salute

Tempo di lettura: 4 minuti

Il trend della mobilità passiva è ritornato a crescere dopo una normale flessione nel periodo covid. Gli ultimi dati di Agenas (su SDO 2022), ci restituiscono un peggioramento: nel 2022 si registra una crescita dei “Volumi” del 18% rispetto al 2021 (da 33 mila a 39 mila prestazioni); lo stesso vale per l’indicatore dei “Costi” che registrano un incremento del +14,5% rispetto al 2021 (da 144 MLN di euro a 165 Mln di euro).

Anche il “Saldo economico” (ricavi mobilità attiva-costi mobilità passiva) è ritornato a crescere: dai – 109 milioni di euro del 2021 si passa ai – 131 milioni di euro del 2022. Così continuando, è evidente che la dinamica ci porterà in qualche anno al periodo pre-covid (-156 milioni di saldo nel 2019).

Non vi è dubbio che quello della mobilità è un fenomeno che possiamo oramai definire strutturato nel nostro Paese. Non fa eccezione nessuna Regione. Sette regioni presentano saldi positivi e quattordici saldi negativi. Con Lombardia (+361 mln di euro nel 2022) in cima alla lista e Campania (- 204 mln di euro nel 2022) buon’ultima. La Sicilia, con i suoi – 131 mln di euro nel 2022, occupa la terz’ultima posizione preceduta da Calabria e Campania.

Attenzione è opportuno dire che la mobilità, in linea di principio, rappresenta una conquista del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Essa, infatti, discende dal D. Lgs 502/92 art 8bis comma 2 in cui si afferma che “I cittadini esercitano la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito dei soggetti accreditati”. La libera scelta rappresenta sicuramente un valore, e verosimilmente ha salvato nel corso del tempo tante vite ai nostri residenti.

La nostra specifica condizione geografica insulare, e mal collegata con il resto d’Italia, rende la mobilità molto costosa sia da un punto di vista economico che sociale, non rendendola spesso sostenibile per molte famiglie.

Il rischio, o meglio la realtà, è che dalla libera scelta per molti si passi alla scelta negata o quella condizionata. In questo caso quello che può essere inteso, in linea di principio, un valore si trasforma in una piaga. E’ già successo, lo sanno bene le famiglie e le imprese siciliane, con il mercato del lavoro e lo speculare fenomeno dell’emigrazione.

Mi sembra quindi pregevole la presente iniziativa “Curarsi in Sicilia” che punta, in ultima istanza, a far si che i nostri concittadini possano ritrovare nella loro regione un adeguata risposta ai loro bisogni di salute.

Esiste, infatti, una mobilità passiva che noi definiamo “patologica” e che si potrebbe, con adeguate azioni politiche ed operative, contrastare nel breve/medio termine. Ci riferiamo a tutti quei ricoveri che i nostri residenti fanno fuori regione nonostante nella nostra regione ci sia una qualità clinica equiparabile a quelle delle migliori regioni. Un esempio su tutti i ricoveri in area muscolo-scheletrica. La nostra regione ha una qualità clinica non inferiore alle migliori Regioni d’Italia. La domande, allora, nasce spontanea:

Quali sono le cause che la generano vista la qualità clinica erogata ? Le cause che generano i viaggi della salute potrebbero riguardare le lunghe liste di attesa, l’asimmetria informativa (i cittadini non conoscono informazioni che sarebbero utili per le loro libere scelte) o ancora altri aspetti da indagare.

Ci sono invece aree cliniche dove la mobilità passiva è “fisiologica”, ed anche purtroppo auspicabile, potremmo dire, fino a quando non saremo in grado di potenziare qualitativamente e quantitativamente la nostra offerta. E’ il caso di alcuni interventi dell’area oncologica. Sui 198 interventi per TM al pancreas effettuati a nostri residenti nel 2022 il 38% è stato eseguito fuori regione. Certamente ci sono delle strutture eccellenti ma la qualità media clinica della nostra Regione dovrà necessariamente crescere se si vuole ridurre il disagio di fare viaggiare i nostri concittadini.

In ogni caso, sia la dove vi è presente un’assistenza clinica di alta qualità ma difficilmente accessibile da parte dei residenti sia la dove invece è opportuno migliorarla, riteniamo eticamente responsabile, da parte di tutti gli stakeholders, avviare un percorso di miglioramento e progetti, come quello presentato oggi in Assessorato, che possano nel medio lungo termine consentire a tutti i siciliani di scegliere liberamente le strutture del nostro territorio.

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche