«Mobilità negata»: Policlinico Giaccone, scoppia la protesta dei sindacati

29 Ottobre 2019

Fgu Gilda e Nursind denunciano che almeno sessanta lavoratori attendono il nulla osta. Su questo tema per domani è stato convocato un incontro presso la sede dell'assessorato alla Salute.

 

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PALERMO. Li hanno chiamati i “treni della vita”. L’ultima mobilità territoriale, ovvero la possibilità di fare richiesta per trasferirsi vicino casa per chi lavora nelle aziende sanitarie regionali, è stata nel 2000. A distanza di 19 anni in Sicilia finalmente le cose sembrava potessero cambiare.

Ma, come denunciano i sindacati Fgu Gilda e Nursind, da qualche tempo sono almeno sessanta le persone che hanno riscontrato il blocco dei nulla osta. Un’ingiustizia che si somma al paradosso che in atto al momento c’è una sovrapposizione di bandi di mobilità, segno che all’autonomia delle aziende sanitarie non fa da necessario contraltare il ruolo di regia che dovrebbe garantire la Regione Siciliana. O no?

“Quello che manca è proprio la regia – afferma Giuseppe D’Anna, coordinatore provinciale Fgu Gilda –, cosa che noi abbiamo chiesto più volte. Non è possibile che un dipendente partecipi a un concorso pubblico di mobilità e che poi gli venga detto che non è possibile rilasciargli il nulla osta altrimenti il sistema va in crisi. Chi lavora a un’azienda che magari è virtuosa potrà accedere a questo diritto, chi invece ha carenze di personale no”.

Ecco perché, contro questa difformità nella concessione dei nulla osta per la mobilità, i sindacati hanno chiesto un incontro all’assessorato alla Salute.

La vicenda riguarda ovviamente anche il Policlinico, che seppur azienda strumentale dell’Università di Palermo, vede applicare i contratti sanitari. Chi si siede al tavolo delle trattative in questo caso sono le organizzazioni sindacali Cgil, Cgil e Uil, Nursind, Fgu Gilda.

“Anche all’interno dei Policlinici si è creata una disparità- segnala Paolo Corrao, vice coordinatore Fgu Gilda- Nel bando di concorso le aziende devono indicare una data, che nel caso ad esempio dell’Asp di Agrigento era l’1 giugno 2020. I lavoratori che hanno fatto richiesta dei nulla osta si sono però negare questo diritto perché il timore è di non riuscire più a garantire i livelli essenziali di assistenza. Si è creata una voragine enorme, il classico cane che si morde la coda”.

“Il problema è la carenza di personale – fa eco Anna Alcamo, dirigente Fgu Gilda – In questo modo le aziende non garantiscono ai lavoratori quello che è un loro diritto. In tanti e tante vorrebbero lavorare vicino casa, vicino ai propri familiari, dopo magari 20 anni di trasferte per lavoro e la possibilità di ricongiungersi ai propri cari soltanto nel weekend. Ecco perché crediamo che sia urgente agire prima possibile”.

La richiesta dei sindacati è effettuare nell’immediato il blocco delle mobilità attuali, in modo da permettere il coordinamento dei flussi in entrata e in uscita delle richieste di mobilità e regolare le attività del personale.

E intanto sul tema domani 30 ottobre, presso la sede dell’assessorato alla Salute in piazza Ziino, è previsto l’incontro tra i sindacati Nursind – Gilda Unams e la Regione Siciliana.

Nella foto: Anna Alcamo, Giuseppe D’Anna e Paolo Corrao.

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