Messina, quale futuro per l’ospedale Piemonte? I sindacati lanciano l’allarme

24 Giugno 2016

Uil, Uil Fpl e Anaao Assomed hanno tenuto una conferenza stampa supportati dai deputati Forza Italia Mariella Gullo e Bernadette Grasso.

 

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MESSINA. Continua ad essere incerto il futuro dell’ospedale “Piemonte”. Lo scorso ottobre vedeva veniva approvata la legge 24/2015 che spianava alla strada alla nascita del Polo di Riabilitazione, successivo alla fusione con il Centro Neurolesi Bonino Pulejo, ed al mantenimento del pronto soccorso del nosocomio di viale Europa.

Sono passati otto mesi ed il decreto attuativo firmato dall’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Un passaggio formale che sarebbe dovuto avvenire entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, di cui però non si ha più notizia.

Non nascondono la preoccupazione Uil, Uil Fpl e Anaao Assomed che stamattina hanno convocato una conferenza stampa supportati dai deputati Forza Italia Mariella Gullo e Bernadette Grasso (assenti Santi Formica e Franco Rinaldi per impegni personali).

I sindacati hanno lanciato l’allarme anche sulla copertura finanziaria. «Pensavamo che la partita fosse chiusa- ha dichiarato Pippo Calapai della Uil– ma ancora attendiamo la pubblicazione del decreto attuativo. È necessaria un’accelerazione della procedura anche per chiarire la questione anche dal punto di vista economico. Per la pianta organica servono 14 milioni di euro, il Papardo ne ha trasferiti otto all’Ircss e all’appello mancano gli ultimi sei. Il personale medico è in sofferenza visti i turni massacranti a cui è costretto e la popolazione rischia di non ricevere un servizio adeguato. Il Piemonte rischia di essere chiuso nelle ore notturne, sarebbe un fatto gravissimo. È necessario che si arrivi all’approvazione del decreto attuativo e della pianta organica entro il mese di agosto».

Sui fondi necessari, la Regione non è riuscita a fare chiarezza. «L’assessore Gucciardi è stato più volte evasivo- ha commentato Pietro Pata di Anaao Assomed- Abbiamo davanti un decreto fantasma formalizzato ai direttori e non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La legge 24 è sprovvista di copertura economica e Messina rischia di subire ulteriori tagli in seguito al nuovo assetto della rete sanitaria regionale. La situazione non migliora in provincia: il Bambin Gesù di Taormina rischia di essere trasferito a Palermo tra molto prima di un anno, nonostante le dichiarazioni del presidente Crocetta».

Lo scorso 17 maggio i medici degli ospedali Papardo e Piemonte hanno incrociato le braccia per manifestare la loro preoccupazione davanti ad un organico inadeguato. Un disagio che si ripete quotidianamente a cui va incontro la stessa cittadinanza.

«Siamo ormai allo stremo- ha spiegato Mario Macrì di Uil Fpl– e la situazione non potrà che peggiorare nelle prossime settimane quando l’estate entrerà nel vivo. Gli standard di qualità del Piemonte sono drasticamente calati. Al pronto soccorso l’ultimo turno serale conta un solo chirurgo mentre la legge ne prevede almeno due, di notte invece non c’è alcun radiologo».

L’onorevole Mariella Gullo non nasconde il dispiacere per la mancata conclusione della vicenda: «Ho mantenuto un contatto costante a Roma per ottenere i pareri ministeriali, pensavo che dopo che quest’ultimo passo tutto fosse stato in discesa. La Regione è ancora ferma mentre la salute dei cittadini è in pericolo».

Mentre Forza Italia e Uil ribadiscono la precarietà della copertura finanziaria, sottolineando la mancanza di 6 milioni di euro, l’onorevole Beppe Picciolo parla invece di una differenza di appena 600 mila euro. «Dall’assessorato regionale alla salute – precisa Picciolo in un comunicato stampa – ho avuto conferme sulla celere attuazione di quanto previsto dal decreto di accorpamento e sopratutto dal punto di vista economico non dovrebbe esistere il pericolo di grossi scostamenti rispetto a quanto preventivato per portare a termine la realizzazione della fusione. Eventuali differenze, ma si tratta, a loro dire, di cifre di gran lunga inferiori a quanto fatto intendere dalle forze sociali in queste ore, saranno certamente coperte dall’Assessorato regionale che crede fermamente nel progetto avallato, è bene ricordarlo, dallo stesso Ministero della Salute».

E sullo sfondo si intravede uno scontro politico. Bernadette Grasso ha risposto stizzita all’uscita del rappresentante del Pdr, per mesi al fianco di Forza Italia nel lungo cammina che porterà alla nascita del Polo riabilitativo: «Evidentemente Picciolo si avvale di notizie segrete che gli altri non hanno- ha tuonato il sindaco di Rocca di Caprileone- Il sistema sanitario del territorio messinese non raggiunge gli standard minimi di efficienza. La Regione non dice la verità, in questo momento manca la certezza e da componente della Commissione Sanità sono pronta a sposare ogni battaglia per la tutela dei cittadini, a partire dall’istituzione di un tavolo tecnico in cui le parti interessate dovranno fornire risposte certe».

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