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Emergenza urgenza

Contestato il decreto assessoriale

Messina e provincia sul piede di guerra, al via una raccolta di firme: «No al depotenziamento delle ambulanze del 118»

Contestato il decreto assessoriale di riordino della rete ospedaliera e dell'emergenza- urgenza. Nei giorni scorsi Gucciardi aveva replicato sottolineando che è in corso di revisione e che alla fine nessuna ambulanza sarà cancellata.

Tempo di lettura: 2 minuti

Una campagna di raccolte firme «contro il depotenziamento delle ambulanze del 118 e la chiusura dei PTE decretati dall’assessorato regionale alla Salute»: è in corso di svolgimento in provincia di Messina su iniziativa del Sindacato Nazionale dei Medici Italiani e dell’Ugl Sanità.

Nei giorni scorsi l’assessore Baldo Gucciardi aveva replicato sostenendo che la programmazione contestata è solo preliminare, e che alla fine non ci sarà alcun taglio alle ambulanze del 118: leggi qui.

«Abbiamo iniziato proprio dai Comuni che verranno di più penalizzati: Giardini Naxos, Taormina e Milazzo», si legge in un comunicato stampa congiunto di Snami e Ugl, dove si sottolinea che tappe successive della protesta saranno a settembre Barcellona P.G. San Piero Patti, Terme Vigliatore, Falcone ed altri sedi in definizione, con chiusura giorno 23 e 24 a Messina e consegna delle firme da parte dei sindaci.

Gli autori della protesta sottolineano: «Il decreto assessoriale 629 del 31 marzo 2017 firmato dall’assessore Gucciardi non è stato ancora né ritirato né corretto. Non ci saranno più PTE ad accogliere le emergenze delle comunità distanti dagli ospedali. I medici di famiglia e di guardia medica cercheranno al meglio di sopperire alle decretate carenze del 118. Una intera provincia avrà dimezzati i soccorsi avanzati in emergenza.  L’esclusiva contrazione del servizio di Emergenza territoriale tramite la demedicalizzazione del 50% delle ambulanze e la chiusura dei PTE, senza contestualmente implementare l’assistenza primaria (cfr. D.M.70), avrà conseguenze certamente nefaste per la salute pubblica».

Inoltre, l’atto di accusa: «Le ambulanze medicalizzate che verranno distolte dalla Provincia di Messina verranno loro distribuite, per andare a colmare le carenze che fino ad ora hanno penalizzato alcuni territori della Sicilia. Ma perché tutto questo a discapito della Provincia di Messina che riesce oggi a garantire i maggiori interventi in rapporto alla popolazione? Una Provincia dove ogni infarto ed ogni ictus vengono intercettati sul territorio e condotti nei tempi previsti, secondo protocolli aziendali collaudati da oltre 2 anni, verso un centro di Emodinamica o Stroke Unit distante anche oltre 100 km. Una Provincia dotata di un “modello 118” che funziona».

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