Messina avrà il bio-parco per le neuro-fragilità e l’autismo: sarà un centro di ricerca internazionale

14 Aprile 2017

Sottoscritto l'accordo da Cnr, Ircss Centro neurolesi Bonino Pulejo e Comune. Sarà ospitato in otto padiglioni dell'Istituto "Bosurgi Caneva" di Mortelle.

 

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MESSINA. È stato stipulato oggi l’accordo di programma che consentirà la nascita a Messina del bio-parco delle intelligenze e delle neuro-fragilità, un centro internazionale di ricerca e assistenza dedicati ai bambini fragili a causa di patologie invalidanti del neuro-sviluppo, fra cui l’autismo. Il bio-parco rappresenterà uno dei centri del Polo di Neuroscienze della Sicilia e integrerà assistenza, laboratori di ricerca, interventi assistiti con gli animali e servizi per l’accoglienza e il turismo sociale dedicati ai minori fragili e alle loro famiglie, che potranno così essere ospitate.

«Un risultato straordinario- ha detto il Sottosegretario alla Salute, Davide Faraone– che conferma la grande attenzione del Governo nazionale sui temi della disabilità e dell’autismo. Lo dico, prima ancora che da uomo delle istituzioni, da padre e da persona che si è trovata a dover fare i conti con l’autismo. Il Sud ha bisogno di servizi integrati per l’assistenza e l’inclusione sociale dei minori che presentano particolari difficoltà: il bio-parco è una prima, importantissima risposta per Messina, per la Sicilia ma anche per tutto il Meridione. Non era scontato che questa struttura venisse destinata a questo scopo e pertanto ringrazio il sindaco Accorinti per aver reso possibile il progetto. Adesso però inizia un nuovo percorso: tutti devono impegnarsi e lavorare insieme perché questo centro diventi un punto di riferimento internazionale, un’eccellenza di cui andare fieri».

L’accordo di programma è stato sottoscritto dal Cnr, dall’Ircss Centro neurolesi Bonino Pulejo e dal Comune di Messina. Il bio-parco sarà ospitato in otto padiglioni dell’Istituto “Bosurgi Caneva” di Mortelle (Me), struttura che già ospita l’Istituto Isasi del Cnr con un gruppo di ricerca nell’ambito dei disturbi del neuro-sviluppo attraverso metodologie e tecnologie bioingegneristiche e robotiche.

Il nuovo polo delle neuroscienze rappresenta un unicum nel Sud Italia perché risponde all’esigenza di fornire ai minori dei servizi integrati di assistenza, ricerca ed inclusione sociale attraverso l’uso di tecnologie digitali e informatiche all’avanguardia. La strategia di trattamento si basa su un modello misto di serious game, robot umanoidi e attività cognitivo-comportamentali, in ambienti sia reali sia virtuali.

«La patria perfetta è quella che non lascia nessuno indietro, quella in cui non ci sono associazioni che difendono i diritti perché sono già tutti rispettati. Noi ci impegniamo affinché le associazioni possano essere sostituite dal sorriso e dalla gioia di chi ha ricevuto una risposta dalle istituzioni- afferma Angelo Aliquò, direttore generale del Bonino Pulejo- Possiamo iniziare a lavorare immediatamente con impegno per assistere le persone e non solo il paziente. Talvolta, infatti, sono più impegnative da assistere le famiglie che il malato stesso».

Proprio per sostenere in toto sia i bambini che le loro famiglie, il bio-parco è fornito anche di un asilo, di una chiesa, di cucina, mensa e bar. Non è ancora certo quando il primo piccolo fruitore metterà piede nel polo delle neuroscienze, ma sono già tutti a lavoro per formare una squadra specializzata che potrà entrare in azione nel più breve tempo possibile.

AGGIORNAMENTO: in questo articolo le interviste video a Placido Bramanti e Roberto Lagalla.

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