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Salute e benessere

La Giornata Mondiale

Meno controlli e screening in tempi di Covid: anche in Sicilia aumentano le diagnosi di Aids

L'approfondimento di Insanitas con Antonio Cascio, direttore del reparto di “Malattie Infettive” e del “Centro Regionale di Riferimento AIDS e Sindromi Correlate” del Policlinico “Giaccone” di Palermo.

Tempo di lettura: 6 minuti

È stato l’Hiv il primo virus dell’era moderna ad avere un forte impatto sui costumi e sulla sessualità della collettività, perché ha imposto una nuova consapevolezza sulle malattie sessualmente trasmissibili con l’introduzione massiccia dell’uso del preservativo. Dall’inizio dell’epidemia (1982) ad oggi sono stati segnalati in Italia 71.591 casi di Aids, di cui 46.366 deceduti entro il 2018. Nel 2020 sono stati diagnosticati 352 nuovi casi, pari a un’incidenza di 0,7 casi per 100.000 residenti. Come ogni anno, il primo dicembre si celebra la Giornata Mondiale contro l’Aids, ma nonostante siano passati 40 anni dai primi casi diagnosticati di Hiv, la battaglia è tutt’altro che vinta. Sebbene si siano sviluppate enormemente le terapie e ci sia una riduzione dell’incidenza in tutta Italia continuiamo ad osservare una mortalità per Aids che paradossalmente sembra non diminuire. Il grafico mostra la percentuale di pazienti deceduti per Aids presso il Policlinico “Giaccone”di Palermo.«Purtroppo, questa situazione è determinata dal calo dei controlli e degli screening, infatti, il 60% delle persone che arrivano alla nostra osservazione ha contratto l’Hiv da parecchi anni e l’infezione è in uno stato avanzato, per cui diventa più difficile intervenire- spiega Antonio Cascio (nella foto di Insanitas), direttore del reparto di “Malattie Infettive” e del “Centro Regionale di Riferimento AIDS e Sindromi Correlate” del Policlinico “Giaccone” di Palermo. La percentuale dei morti sale a causa delle diagnosi tardive. Invece, effettuare screening e prevenzione permette di dare a queste persone una diagnosi e una terapia precoce. Ciò garantirà loro di avere una durata e una qualità della vita equivalente ad una persona non infetta. Inoltre, non saranno più una fonte di contagio. Infatti nelle persone che assumono regolarmente la terapia il virus sarà difficilmente rintracciabile nel sangue e non sarà presente, nelle secrezioni e nello sperma. Al contrario, chi non assume la terapia sarà sempre una fonte di contagio. Fare diagnosi precoce quindi è anche il modo migliore di fare prevenzione».

Istituto Superiore di Sanità: report del 2020 su Hiv e Aids in Italia

«In questo report il numero delle nuove diagnosi di infezioni da HIV relative al 2020 può essere sottostimato a causa delle ripercussioni della pandemia di COVID-19. La diminuzione dei casi potrebbe dipendere da uno o più dei seguenti fattori: ridotto numero di test effettuati (minore accesso spontaneo al test, minore offerta del test da parte dei servizi sanitari, minor numero di iniziative di screening), maggior ritardo di notifica e, in ultimo, una reale diminuzione dell’incidenza da HIV dovuta alle restrizioni governative per contrastare la pandemia di COVID-19» precisa subito l’ISS, infatti, l’incidenza in Sicilia è di 2,2 nuove diagnosi per 100.000 residenti nel 2020, troppo bassa rispetto all’incidenza attesa di circa 3,8.

Da 200 casi segnalati nel 2019, si passa infatti a 93 nel 2020. «Dal 2012 c’è stata una riduzione dei casi, ciò ovviamente è una buona notizia, però nel 2020 la riduzione è stata più marcata di quello che ci aspettavamo a livello nazionale- precisa ancora il professore Cascio- Questo dato è imputabile alla pandemia da Covid che ha ridotto l’accesso agli ospedali e quindi le diagnosi. Anche le campagne di screening hanno subito uno stop».

«In questa tabella sono rappresentati i pazienti Naive, ovvero le nuove diagnosi di HIV eseguite presso il Centro di Riferimento Regionale del Policlinico di Palermo. C’è stato un picco nel 2017, ma in generale vediamo circa 30 nuovi casi l’anno. Di queste purtroppo circa il 30% è rappresentato da pazienti con AIDS (C3 è la categoria del CDC che indica i pazienti con un numero di CD4 <200/mm3 e patologie AIDS definenti) è la categoria di nuove diagnosi con Aids. Ciò significa che nel 2020, il 30% delle nuove diagnosi di Hiv sono state tardive e sono avvenute nella fase in cui la malattia era già sviluppata» chiarisce Antonio Cascio.

Modalità di trasmissione ed età

La distribuzione delle nuove diagnosi di infezione da HIV per modalità di trasmissione mostra come, da almeno 10 anni, la proporzione maggiore di casi sia attribuibile alla trasmissione sessuale, che nel 2020 si è attestata all’88,1%. Dal 2012 la percentuale dei casi attribuibili a trasmissione eterosessuale è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 42%, mentre la proporzione di casi attribuibili a trasmissione tra MSM (maschi che fanno sesso con maschi), nello stesso periodo, è gradualmente aumentata dal 38,2% nel 2012 al 45,7% nel 2020, anno in cui la modalità “trasmissione verticale” ha contribuito per lo 0,5% (7 casi) del totale delle diagnosi. Dal 2012 il numero più elevato di diagnosi è stato riportato ogni anno negli MSM. Per tutte le modalità di trasmissione si osserva comunque, dal 2012, una costante diminuzione del numero di casi.

L’età mediana alla diagnosi dei casi adulti di Aids mostra un aumento nel tempo, sia tra i maschi che tra le femmine. Infatti, se nel 2001 la mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 per le femmine, nel 2020 le mediane sono salite rispettivamente a 48 e 46 anni. Nell’ultimo decennio la proporzione di casi di Aids in femmine tra adulti è rimasta sostanzialmente stabile intorno al 23-26%.

Dati regionali su Aids e Hiv

Nel 2020, le incidenze più alte sono state registrate per 100.000 residenti in Valle d’Aosta (4,0), Liguria (3,9), PA di Trento (3,7) e Lazio (3,6), quindi, principalmente nelle Regioni e Province del Centro-Nord. Come già detto, la Sicilia ha invece un’incidenza di 2,2 per 100.000 residenti. La Regione che nel 2020 ha segnalato il maggior numero di casi è stata il Lazio, a seguire l’Emilia- Romagna e la Toscana. Sempre nel 2020, sono state 360 nuove diagnosi di infezione da HIV (27,6%) per infezione recente e la maggior parte di esse (90%) è stata testata in Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio.

In queste tre Regioni è stato eseguito un test per infezione recente rispettivamente, nel 76,4%, 30,8% e 97,4% delle segnalazioni relative all’ultimo anno. Nel biennio 2019-2020, le Regioni che hanno presentato il maggior numero di diagnosi sono nell’ordine: Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. È evidente la persistenza di un gradiente Nord-Sud nella diffusione della malattia nel nostro Paese, come risulta dall’incidenza che è mediamente più bassa nelle Regioni meridionali. Il numero dei casi annuali di AIDS in Sicilia è quasi stabile dal 2012 con 1.047 casi, 1154 del 2016, 1157 del 2017, fino al 2018 in cui sono stati registrati 1156 pazienti. Per quanto riguarda il numero dei casi di AIDS per regione di residenza nel biennio della diagnosi, in Sicilia si registra una diminuzione di casi, dai 113 del 2015-2016 ai 77 del 2017-2018 e 66 del 2019-2020 per un totale di 3243.

A seguire la tabella di incidenza per province in Sicilia:

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