Dal palazzo

Il resoconto

“Medicina di prossimità”, il tour della Samot ha fatto tappa a Monreale

Trizzino: «Si deve distinguere maggiormente le cure domiciliari di tipo palliativo dalle cure domiciliari integrate rivolte ad un’utenza più ampia»

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Seconda tappa per “Medicina di prossimità”, il tour della SAMOT nato con l’intento di far conoscere ai cittadini il diritto alle cure palliative e l’assistenza domiciliare. L’amministrazione comunale che ha accolto questa volta l’invito e l’evento è stata quella di Monreale: “Sono molto contento – commenta il presidente del Consiglio comunale, Marco Intravaia – di avere ospitato nella nostra aula consiliare un evento così importante e così delicato per far conoscere ancora di più il mondo delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare. Un settore in cui la politica ha il dovere di investire sempre di più. Il servizio che la SAMOT svolge quotidianamente sul territorio è davvero qualcosa di importante: non è un servizio, un lavoro, ma una vera e propria missione portata avanti con tanta passione e amore e frutto di anni di esperienza”.

“Ogni territorio ha le proprie specificità per cui ogni evento diventa unico ed importante per quel territorio. – ha commentato, aprendo i lavori, il coordinatore della SAMOT Giorgio Trizzino – Qui a Monreale il messaggio che stiamo ricevendo è quello di un coinvolgimento dei medici di medicina generale per spiegare e ricordare con maggiore esattezza la differenza esistente nei vari livelli di assistenza in cure palliative. Noi abbiamo sempre proposto un modello assistenziale a casa rivolto al bisogno del malato ma anche a sostegno della famiglia. Oggi è importante distinguere maggiormente le cure domiciliari di tipo palliativo dalle cure domiciliari integrate rivolte ad un’utenza più ampia. Così come è importante ricordare e sottolineare la valenza del Terzo settore: alternativa importante, sostegno qualificato al sistema sanitario regionale, supporto necessario per lo sviluppo delle reti di cure palliative e per lo sviluppo delle reti domiciliari ”.

All’incontro, molto partecipato, tenutosi stamattina sabato 6 aprile, è intervenuto, portando i saluti del sindaco Alberto Arcidiacono, l’assessore comunale Fabrizio Lo Verso: “La SAMOT contribuisce e dà supporto alle istituzioni per il raggiungimento del benessere delle persone a 360°. È un onore quindi per noi ospitare realtà come queste che contribuiscono alla formazione ed alla sensibilizzazione dei nostri cittadini”. Tra i saluti iniziali anche quelli del direttore dell’ufficio pastorale della Diocesi di Monreale don Gioacchino Capizzi: “Questo tipo di medicina di prossimità, questa attenzione, esprime tutta la presa in carico della persona umana nel suo benessere fisico, psichico, spirituale e anche ambientale, di tutto ciò che lo circonda”. E del direttore sanitario ASP Palermo Francesco Cerrito che ha puntato l’accento sulla necessità di sensibilizzare gli addetti ai lavori: “Occorre lavorare molto sulla sensibilizzazione dei medici di medicina generale e sul rapporto tra ospedale e territorio”.

Le cure palliative domiciliari sono state anche stavolta affrontate nei diversi aspetti: dal tema dell’importanza della casa come primo luogo di cura, esposto dalla responsabile regionale delle attività assistenziali della SAMOT Tania Piccione, alle varie caratteristiche dell’ADI e delle cure palliative domiciliari, elencate rispettivamente dal medico di medicina generale Francesco Salamone e dalla vicepresidente della Società Italiana di Cure palliative Grazia di Silvestre.

A seguire, il tema dell’importanza del ruolo dei medici di medicina generale con la dottoressa Maria Teresa Simonetti per affrontare infine le tematiche del dolore e della comunicazione rispettivamente con il direttore clinico-scientifico della SAMOT Sebastiano Mercadante e il direttore della formazione psicologica della SAMOT Aurelio Calafiore.

“La necessità insita nelle cure domiciliari è di rendere attuabili le migliori pratiche cliniche- ha spiegato il dirigente infermieristico della SAMOT Giuseppe Intravaia, concludendo i lavori – Ciò significa che devono essere calibrate nelle situazioni ambientali, sociali, culturali riferibili ai luoghi di vita della persona assistita. La continuità di cura, un efficace controllo dei sintomi e la competenza comunicativa stanno alla base di un’assistenza di qualità”.

La SAMOT proseguirà questo tour di confronto con i territori sabato 18 maggio a Corleone.

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