Dal palazzo

In sala consiliare

Medicina di prossimità, a Corleone si è conclusa la prima parte del tour della Samot

Ideato con l'intento di far conoscere ai cittadini il diritto alle cure palliative e l'assistenza domiciliare. Si ripartirà a settembre.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Si conclude a Corleone la prima parte del tour della SAMOT “Medicina di prossimità”, ideato con l’intento di far conoscere ai cittadini il diritto alle cure palliative e l’assistenza domiciliare. Grande è stata anche stavolta la partecipazione da parte degli addetti ai lavori, dell’amministrazione comunale e soprattutto della cittadinanza, a dimostrazione della necessità di confrontarsi per approfondire e diffondere la conoscenza di questo settore della medicina che punta alla qualità di vita del malato e di coloro che gli stanno vicino. Tra criticità e nuove prospettive, l’intensa mattinata, tenutasi presso la sala consiliare e moderata dalla responsabile regionale delle attività assistenziali della SAMOT Tania Piccione, ha dato voce ai vari aspetti che ruotano attorno alle cure palliative e all’assistenza domiciliare, a partire dalla riforma territoriale per una nuova sanità.

«Siamo molto soddisfatti di questo tour e di questa terza tappa qui a Corleone- commenta il fondatore e coordinatore della SAMOT Giorgio Trizzino– L’obiettivo, finora riuscito, era quello di entrare in contatto con i responsabili dei distretti socio-sanitari e la cittadinanza in quelle zone dove la percezione del diritto delle cure palliative è meno sentita. Siamo grati all’amministrazione comunale per l’accoglienza e la possibilità di confronto». Le cure palliative esistono da quasi 40 anni «riguardano un diritto sancito dalla legge- prosegue Trizzino- e prevede degli obiettivi da raggiungere che lo Stato chiede alle Regioni e alle Aziende sanitarie. Chiede in particolare di avere una copertura del bisogno di cure palliative del 90% entro il 2028. Assistere a casa è un traguardo importante che incide sull’economia e sui ricoveri impropri ma soprattutto risponde al bisogno del malato». Oggi la SAMOT assiste 1.000 malati solo nel territorio di Palermo.

L’incontro, aperto dal presidente del Consiglio comunale Pio Siragusa, è stato proficuo anche per soffermarsi sul significato dei vari termini e sulle necessarie differenze, dalle cure domiciliari integrate esposte dal direttore dell’UOC di Integrazione socio-sanitaria dell’ASP palermitana Roberto Garofalo alle specificità delle cure palliative domiciliari spiegate dalla vicepresidente della Società Italiana di Cure palliative Grazia Di Silvestre. E ancora, dalla medicina generale come fulcro delle cure domiciliari affrontata da Francesco Salamone, medico di medicina generale, ad un nuovo ruolo più consapevole dell’infermiere affrontato dal dirigente infermieristico della SAMOT Giuseppe Intravaia. Particolarmente emozionante la relazione della coordinatrice dei medici SAMOT Laura Tartaglia che ha portato in sala l’esperienza e la testimonianza di una paziente, così come l’excursus storico sulla nascita della SAMOT raccontato dal vicario foraneo del Vicariato di Corleone Domenico Mancuso.

Il tour “Medicina di prossimità” tornerà a settembre con nuove tappe nelle province siciliane. Intanto da Corleone è partito l’invito per l’evento imminente che si svolgerà giovedì 30 maggio presso la sala Mattarella dell’ARS organizzato dalla SAMOT sui temi del ruolo e dell’importanza del Terzo settore nell’ambito sanitario: «Per sottolineare- conclude Trizzino- il suo grande valore, rappresentando quasi il 60% dell’erogazione di cure palliative e molto di più per quanto riguarda le cure domiciliari. La presenza di un Terzo settore qualificato, a fianco del sistema sanitario regionale e nazionale, ha un’importanza rilevante che vogliamo approfondire in occasione di questo convegno».

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