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spese legali

ASP e Ospedali

Il caso

Medici volontariamente insieme all’Asp in una causa civile: il paziente perde e paga doppie spese legali

«L'orientamento affermatosi con il giudizio appena concluso- afferma l'avvocato Gianfranco Aricò, difensore dei quattro medici- potrebbe avere un effetto deflattivo per tutte le cause promosse pretestuosamente per presunte malpratice sanitarie».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Seppur non citati in giudizio, quattro medici dell’ospedale di Petralia Sottana hanno volontariamente affiancato durante una causa civile l’Asp di Palermo.

Risultato: il paziente, che denunciava un presunto caso di malasanità, ha perso sia in primo grado che in Appello e dovrà rimborsare le spese legali ad entrambi, cioè oltre 50 mila euro di cui 35 mila ai medici e il resto all’Asp.

«L’orientamento affermatosi con il giudizio appena concluso- afferma l’avvocato Gianfranco Aricò, difensore dei quattro medici- potrebbe avere un effetto deflattivo per tutte le cause promosse pretestuosamente per presunte malpratice sanitarie. I sedicenti danneggiati, infatti, potendo essere chiamati a rispondere non solo delle spese legali della struttura convenuta ma anche di quelle di altri soggetti che possano avere un interesse ad intervenire volontariamente nel processo, certamente pondereranno maggiormente la propria volontà di agire in giudizio».

Il caso in esame riguarda un paziente che in seguito a due interventi chirurgici eseguiti nel 2013 presso l’Ospedale di Petralia Sottana ebbe ad accusare delle complicanze, a suo dire dovute alla cattiva esecuzione nonché a una mancata Tac e ad un omesso consenso informato.

Il paziente aveva dapprima denunciato in sede penale i quattro medici che lo ebbero in cura, tuttavia il caso fu archiviato senza, quindi, rinvio a giudizio. Successivamente decise di rivolgersi al Tribunale Civile, nei confronti stavolta dell’Asp di Palermo difesa dall’avvocato Giovanni Liguori.

Ebbene, appresa la notizia i medici Michele Ferracane, Antonino Miranti, Marcello Pierluigi Catarcia e Vincenzo Pio Falzone, nell’ambito del progetto “Giustizia Professionale” portato avanti dalla DG Global a tutela dei medici stanchi di essere coinvolti in casi di malasanità spesso infondati, hanno deciso di intervenire volontariamente anche nel giudizio civile, al fine di tutelare la propria immagine e professionalità, affidandosi al legale Gianfranco Aricò.

Già in primo grado il paziente perse la causa e fu condannato non solo al pagamento delle spese legali in favore dell’Asp- da lui citata in giudizio- ma anche a quelle dei medici passati al contrattacco ed intervenuti volontariamente nel processo civile.

Ora la Corte di Appello ha confermato la precedente sentenza, sottolineando che le patologie riscontrate dal paziente sono state diagnosticate e trattate tempestivamente e correttamente e che la complicanza insorta successivamente non è stata «per nulla conseguente ad errore medico».

Inoltre, come detto, il paziente è stato condannato definitivamente a pagare anche le spese legali sostenute dai medici intervenuti volontariamente, sebbene lui avesse promosso il giudizio nei soli confronti dell’azienda sanitaria provinciale.

Nella foto l’avvocato Gianfranco Aricò (terzo da sinistra) insieme ai medici Michele Ferracane e Marcello Pierluigi Catarcia e il responsabile di Dg Global, Daniele Giordano.

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