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Dal palazzo

Sollecitato alla Regione un decreto urgente

Medici precari della Sanità siciliana, l’appello di Anaao Assomed: «Si autorizzino subito le assunzioni»

Il sindacato sollecita alla Regione un decreto urgente che consenta ai direttori generali delle aziende sanitarie di procedere alle immissioni in servizio dei vincitori di concorso e/o che si trovano nelle posizioni utili delle graduatorie, valide fino al 31 dicembre di quest’anno.

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PALERMO. Un decreto urgente che consenta ai direttori generali delle aziende sanitarie siciliane di stabilizzare direttamente i medici precari vincitori di concorso e/o che si trovano nelle posizioni utili delle graduatorie, valide fino al 31 dicembre di quest’anno: è la richiesta che Anaao Assomed ha rivolto al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi.

In una recente lettera, il segretario regionale Anaao Sicilia, Pietro Pata, insieme con il segretario nazionale dell’Associazione, Costantino Troise, hanno messo in guardia i vertici della Regione dal rischio che i tempi lunghi richiesti per la programmazione della rete ospedaliera regionale causino uno sforamento del termine perentorio di validità delle graduatorie concorsuali in atto.

Il che, di fatto, metterebbe fuori dal Servizio Sanitario Regionale chi, in questi anni (e da molti anni), ha ricoperto incarichi temporanei su posti in organico dei quali risultano vincitori, o collocati in posizione utile per essere reclutati a tempo indeterminato, nelle selezioni concorsuali espletate.

Secondo Anaao Assomed «è verosimile che, fatta scadere la graduatoria, i tempi richiesti per produrne una nuova comporteranno un’ulteriore gravissima carenza di personale medico. Carenza che trova il suo acme nei mesi estivi e si aggraverà progressivamente, vista anche la necessità di rispondere alle nuove disposizioni sull’orario di lavoro, in larga parte disattese nelle aziende ed enti della Regione».

Infine il sindacato sottolinea: «La frustrazione e l’angoscia di centinaia di professionisti, medici e dirigenti sanitari, che hanno vissuto gli ultimi 10-15 anni da “precari”, garantendo l’esigibilità dei LEA, e quindi il diritto alla salute dei cittadini, può e deve trovare risposte risolutive ed è compito delle Istituzioni compiere un passo decisivo affinché venga garantita loro una stabilizzazione cui hanno pieno e legittimo diritto».

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