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Medici precari del 118 siciliano, l’appello a Razza: «Meritiamo pure noi la stabilizzazione»

11 aprile 2018

Uno di loro, Carmelo Mendola (Asp di Palermo) ha scritto una lettera all'assessore alla Salute e l'ha inviata anche ad Insanitas.

 

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PALERMO. La stabilizzazione dei medici precari del 118 siciliano: è quanto sollecita all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, uno di loro con una lettera inviata pure alla redazione di Insanitas.

«La nostra “stabilità” va intesa come un bene comune, ovvero come una risorsa da salvaguardare in un’ottica professionale, di uguaglianza e di interesse generale», scrive Carmelo Mendola, giovane medico “EST” dell’Asp 6, sottolineando: «Da anni presto servizio nel territorio di Palermo con un piglio fatto di entusiasmo ed orgoglioso senso del dovere tipico di chi opera in prima linea con coraggio e spirito di abnegazione».

Ed aggiunge: «Le confido che quando ho appreso della “Legge Madia” ho creduto di poter aggiungere un altro po’ di serenità alla mia vita ed a quella della mia famiglia. E così, guidato da questo sentimento, ho spronato anche tutti i miei colleghi “precari” a resistere ancora per poco a quel senso di amarezza che talvolta ci permeava a fine turno».

Il giovane medico sottolinea «la nostra preparazione, i nostri sacrifici, i nostri meriti sul campo e ancora la nostra perenne disponibilità a coprire i turni durante i grandi eventi, le festività o a mantenere attive le postazioni MSA, i PTE ed i Pronto Soccorso dell’ASP, ritrovandoci molto spesso a litigare con le nostre famiglie che ancora oggi non ci giustificano a fondo per le nostre assenze».

Ed ancora: «Non si “smonta” mai per davvero in un lavoro come il nostro. La medicina d’urgenza sul territorio è per sua stessa natura così imprevedibile che non si può far a meno di rielaborare ed approfondire ogni intervento attraverso lo studio e la riflessione, coltivando l’intuito e la rapidità di ragionamento, raffinando le gestualità, le terapie, la scelta dei presidi, l’equilibrio nella coordinazione dell’équipe e soprattutto il controllo delle emozioni: quelle del paziente, dei familiari e degli amici, magari quelle dei semplici passanti, talvolta anche quelle delle forze dell’ordine, ma soprattutto quelle di noi stessi su cui pesa ogni aspettativa di successo».

Mendola sottolinea pure: «Tutto questo onere mentale, logico, percettivo, fisico ed emotivo mi rende giorno per giorno un medico migliore ed è per questo che ho immaginato gli “indirizzi operativi in materia di valorizzazione dell’esperienza professionale (…) e superamento del precariato” orientati ad includere e premiare anche me e tutti i miei colleghi medici precari del 118, ritenendo da sempre la nostra “stabilità” come un bene comune, ovvero come una risorsa da salvaguardare in un’ottica professionale, di uguaglianza e di interesse generale».

Da qui l’appello all’assessore Razza: «Le chiedo dunque se non ritiene necessaria un’iniziativa normativa volta a superare la tematica allineando la Sicilia al resto del Paese. Certo del seguito che darà a questa missiva, le chiedo altresì la disponibilità per un colloquio dirimente. Grazie».

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