Medici ex specializzandi e ricorsi vinti: rimborsi per milioni di euro in tutta Italia, Sicilia compresa

13 Aprile 2017

Dati forniti da Consulcesi. I risarcimenti giungono per la violazione delle direttive Ue tra il 1978 ed il 2006, quando a chi frequentava la scuola di Specializzazione in Medicina non era riconosciuto il corretto trattamento economico, giuridico e contributivo. Oltre alla consegna di 11 milioni di euro a Palermo, altri 30 sono andati ai camici bianchi di tutto lo Stivale negli ultimi cinque mesi.

 

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Momento d’oro per i rimborsi ai medici ex specializzandi tutelati da Consulcesi: oltre alla recente consegna di 11 milioni di euro in totale a Palermo (nella foto tratta da Consulcesi.it tre delle numerose cause vinte) altri 30 milioni sono andati ai camici bianchi di tutti Italia solo negli ultimi cinque mesi. Di pari passo con le sentenze, continuano infatti ad arrivare anche le liquidazioni delle somme dovute- da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri– in favore di quanti di loro hanno aderito alle azioni collettive lanciate da Consulcesi Group per la violazione delle direttive Ue tra il 1978 ed il 2006.

In questo periodo a chi frequentava la scuola di Specializzazione in Medicina non è stato riconosciuto il corretto trattamento economico, giuridico e contributivo. Solo in favore dei medici Consulcesi sono stati ad oggi riconosciuti oltre 530 milioni di euro.

ITALIA UNITA DAI RIMBORSI. Gli ultimi 30 milioni ai medici specialisti sono equamente distribuiti in tutta Italia con una leggera prevalenza al Nord dove sono arrivati 10.398.079,50 milioni contro i 9.310.439,34 del Sud ed i 9.210.323,20 del Centro, dove si registra anche la cifra top con oltre 6,6 (6.647.404 €) milioni agli ex specializzandi del Lazio. A seguire, poi, oltre 3,4 (3.430.552 €) milioni ai medici della Lombardia; più di 2 milioni (2.073.834 €) a quelli del Piemonte; 1,6 (1.659.635 €) in Emilia Romagna e 1,1 (1.172.100 €) in Veneto.

Poi 1,2 (1.283.137 €) in Toscana; in Campania si superano i 2,7 milioni (2.701.849 €); la Puglia si assesta ad oltre 1,3 (1.355.959 €); la Calabria ad 1,1 (1.118.646 €) e in Sicilia si aggiungono, agli oltre 11 milioni già consegnati a Palermo nelle scorse settimane, altri 1,8 milioni (1.826.193 €).

Significativi i rimborsi anche per i medici di Friuli Venezia Giulia (402.836 €) Liguria (845.182 €), Trentino Alto Adige (699.799 €), Marche (729.237 €), Valle d’Aosta (114.137 €), Umbria (550.543 €), Sardegna (903.025 €), Abruzzo (968.357 €), Molise (120.850 €) e Basilicata (315.556 €).

La rapidità con cui lo Stato dà seguito a quanto stabilito dai Tribunali di tutta Italia è in linea con le previsioni dell’Ufficio Legale di Consulcesi, che per quest’anno prevede il pagamento di oltre 5.210 medici a fronte dei 1.129 dello scorso anno: un aumento del 360% che peserà per oltre 150 milioni di euro sulle finanze dello Stato. Cifre sempre più pesanti per le casse pubbliche per le quali, secondo le stime, c’è il rischio di un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro per l’annosa vicenda dei medici ex specializzandi.

LA SOLUZIONE DDL FERMA AL PALO. Per questo motivo, da tempo si richiama l’attenzione delle Istituzioni alla ricerca di una soluzione politica, che sembrava potesse essere quella proposta al Senato attraverso l’accordo transattivo previsto dal Ddl 2400. Il provvedimento, però, rischia di arenarsi in Commissione Bilancio dove è arrivato con il parere favorevole, ma con osservazioni, della Commissione Sanità. Le modifiche proposte al testo iniziale potrebbero, dunque, far allungare i tempi e questo mette a rischio il diritto di migliaia di medici specialisti vista l’imminente scadenza dei termini prescrittivi.

LA PRESCRIZIONE: QUANDO SCATTA E COME SI INTERROMPE. «Secondo i principi giuridici da noi sostenuti, la prescrizione del diritto è iniziata a decorrere a partire dal 20 ottobre 2007, data in cui l’obbligo di attuare la direttiva è cessato- spiegano i legali Consulcesi- Ora, poiché non è possibile prevedere quando ed in che forma si arriverà alla Legge, ai medici ex specializzandi rimangono due opzioni per interrompere la prescrizione: intraprendere subito un’azione legale o inviare una diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli altri Ministeri interessati». Per l’atto interruttivo è necessario, comunque, attivarsi entro il 20 ottobre 2017 a causa dei tempi tecnici della presentazione dell’istanza.

AL VIA LE NUOVE AZIONI LEGALI. Sono già a disposizione i 1.000 consulenti di Consulcesi: contattando l’800.122.777 oppure il sito internet www.consulcesi.it è possibile interrompere gratuitamente la prescrizione con pochi e semplici passaggi oppure in alternativa è possibile aderire alla prossima azione collettiva di Consulcesi: c’è tempo fino al 15 aprile 2017. «Sul Ddl, che noi avevamo chiesto e ottenuto attraverso il costante dialogo con le istituzioni ed il mondo politico, ora c’è una situazione di stallo preoccupante – commenta il Presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella– La ravvicinata scadenza della prescrizione ci porta ad invitare i medici che ancora non lo hanno fatto a non perdere il diritto ai rimborsi che continuano ad arrivare ai loro colleghi, come appunto dimostrano i 30 milioni solo di questi ultimissimi mesi».

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