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Dal palazzo

La nota

Medici di famiglia vaccinatori, la Fimmg Sicilia: «Difficoltà organizzative delle Asp»

Il segretario regionale Luigi Galvano: «A distanza di un mese dall’accordo con la Regione, salvo qualche distinguo l’operatività dell’intesa in tutte le sue articolazioni continua a non decollare».

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PALERMO. «A distanza di un mese dall’accordo Fimmg-Regione siciliana per somministrare i vaccini anti Covid, salvo qualche distinguo, nelle varie Asp siciliane l’operatività dell’intesa in tutte le sue articolazioni continua a non decollare per le difficoltà organizzative dell’ASP». Così il segretario regionale dei medici di famiglia Luigi Galvano (nella foto di Insanitas) dopo il vertice del consiglio regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) che si è svolto ieri per fare il punto sullo stato dell’arte dell’accordo in tutto il territorio regionale.

«Difficoltà difficili da spiegare, considerato che i medici di famiglia, da sempre vicini ai bisogni dei propri assistiti, intrattengono con loro un rapporto di fiducia anche trentennale. Dopo le varie ordinanze del presidente Musumeci, dal 12 dicembre hanno dato prova sempre di efficienza, dal tracciamento dei casi positivi e i contatti stretti- chiarisce Galvano- ai provvedimenti di quarantena. E soprattutto nei provvedimenti per liberare i pazienti guariti, costretti e isolati a casa anche per diverse settimane aspettando l’istituzione pubblica competente per affrancarsi dalla quarantena rispettata. Situazioni che comportano ore ed ore di lavoro giornaliero anche se non previste nell’accordo».

«Senza contare- rimarca ancora il segretario regionale- la puntualità delle informazioni e dei dati che vengono giornalmente inviati dai medici di medicina generale alle Asp. Come facilmente si può verificare nelle piattaforme aziendali, sono l’indicatore più affidabile dell’andamento pandemico. Presenti sempre e in modo capillare sul territorio, ma penalizzati. L’importante è che la collettività sappia che la maggior parte dei medici di famiglia hanno aderito comunque alla campagna vaccinale pur di assistere i pazienti per una vaccinazione personalizzata e competente, frutto di un’esperienza ventennale. Ed è per questo che hanno accettato un compenso inferiore del 50-30 per cento rispetto alle altre categorie di vaccinatori. La medicina generale darà un nuovo impulso alla vaccinazione, soprattutto quando arriveranno molte dosi e si dovranno vaccinare le fasce di età più numerose. A giorni partiremo con la vaccinazione dei pazienti più fragili».

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