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Farmacia

Oltre 166 milioni in meno di spesa rispetto al 2012

Maxi risparmio per la Regione grazie alla distribuzione affidata alle Farmacie

Oltre 166 milioni di euro di spesa in meno rispetto al 2012 relativamente ai farmaci del prontuario ospedale- territorio. Il presidente di Federfarma Sicilia: «Ed ora la Regione dia ai cittadini la possibilità di prenotare in farmacia visite specialistiche ed esami diagnostici e ritirare referti».

Tempo di lettura: 2 minuti

Le 1.440 farmacie siciliane hanno poi concretamente fatto risparmiare alla Regione il 56% sulla spesa per la dispensazione dei farmaci del “prontuario ospedale territorio” (Pht). Il dato è emerso nel corso di un convegno organizzato da Federfarma Palermo.

Rispetto al 2012, quando il servizio era pubblico, la Distribuzione per conto attraverso le farmacie ha consentito, da aprile 2014 a marzo 2015, di passare da 3.826.705 confezioni erogate per una spesa di 298.501.676 euro a 3.222.576 confezioni con una spesa di 132.098.019 euro. La Dpc in Sicilia, dunque, ha ridotto il numero di pezzi distribuiti (604.129 in meno), ne ha contenuto il costo unitario da 60,89 a 39,85 euro e ha procurato un risparmio complessivo all’erario di 166 milioni di euro (-56%).

«Motivo per cui – ha dichiarato Franco Mangano (nella foto), presidente di Federfarma Sicilia – sollecitiamo la Regione ad affidarci tutti gli altri servizi previsti dall’accordo sulla Dpc, come la possibilità per il cittadino di prenotare in farmacia visite specialistiche ed esami diagnostici e ritirare referti».

Durante il convegno il presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia, ha lanciato una proposta apprezzata e condivisa dai farmacisti europei e italiani riuniti nel Capoluogo dell’Isola per studiare strategie alternative alla liberalizzazione: la nascita in Italia di una struttura nazionale – con Credifarma e Federfarma servizi pronte a collaborare – di supporto alle farmacie che, per difendersi dall’ingresso di capitali privati, sono disposte ad aggregarsi in reti indipendenti sviluppando servizi innovativi e remunerativi.

Per coprire i costi delle aggregazioni e dei servizi, ha spiegato Tobia, «l’idea è quella di offrire ad un pool di banche la portabilità dei Pos delle farmacie: a fronte di un enorme volume di transazioni le banche potrebbero riconoscerci uno sconto sulle commissioni che finanzierebbe la rete e anche un fondo di previdenza integrativa dei farmacisti».

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