Maxi elusione tributaria dell’ospedalità privata siciliana? L’Aiop: «Accuse che hanno l’obiettivo di screditarci»

27 giugno 2017

La replica di Barbara Cittadini alle accuse lanciate da Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione Sicilia.

 

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PALERMO. «Con riferimento alle notizie di stampa, che traggono origine dalle dichiarazioni dell’Amministratore Unico di Riscossione Sicilia, ed aventi ad oggetto una presunta “elusione seriale degli obblighi tributari” da parte delle imprese operanti in Sicilia nel campo della sanità privata accreditata, corre l’obbligo di precisare che tali affermazioni, tanto gravi quanto generiche, tentano di gettare un’ombra di discredito su un’intera categoria, che, giornalmente, è impegnata a garantire, unitamente agli ospedali pubblici, un servizio pubblico a tutela del diritto alla salute dei cittadini».

Lo afferma Barbara Cittadini (nella foto), presidente dell’Aiop Sicilia che rappresenta 54 case di cura accreditate della regione, commentando le accuse lanciate da Antonio Fiumefreddo.

«Il riferimento alla “elusione seriale” sembra, ingiustamente, sottendere ad una sistematica attività, da parte delle aziende sanitarie accreditate del settore, di aggiramento delle norme tributarie, circostanza questa non solo non vera, ma neanche verosimile, atteso che l’accertamento di eventuali (e, comunque, individuali) siffatte violazioni compete all’Agenzia delle Entrate e non già all’Ente di riscossione- continua Cittadini- Né, peraltro, le predette dichiarazioni specificano quanta parte dei debiti da riscossione a carico delle imprese del settore sia ascrivibile alle somme iscritte “provvisoriamente” a ruolo in pendenza di giudizio innanzi alle competenti commissioni tributarie, debiti che, com’è noto, vengono meno in ipotesi di soccombenza nel giudizio da parte dell’amministrazione finanziaria».

Poi Cittadini aggiunge: «Riteniamo, dunque, che, prima di fare certe gravi affermazioni e trarre facili conclusioni, occorra che i fatti vengano verificati, approfonditi ed acclarati. L’Aiop non difende mai l’illegalità e troppe volte abbiamo sentito roboanti accuse, poi smentite da un serio approfondimento, che è sempre dovuto ed imprescindibile. Il comparto privato accreditato fa parte integrante della rete ospedaliera regionale ed eroga, con professionisti qualificati, il 20% delle prestazioni ospedaliere, soggette a severi controlli, a fronte di tariffe predeterminate dalla regione e tetti di spesa invalicabili».

«Spiace, dunque, sentire che la sanità privata venga indicata come ”un sistema di potere che ha drenato risorse sottraendole al servizio pubblico”, poiché simili affermazioni sono, quantomeno, fuorvianti, oltre che lesive dell’immagine delle case di cura e dei tanti imprenditori che, ogni giorno, lavorano seriamente per dare una risposta puntuale, con senso di responsabilità, alla domanda di salute dei cittadini. Respingiamo, quindi, con forza simili accuse e rivendichiamo il nostro ruolo di erogatori del sistema pubblico, che agiscono con correttezza. Siamo certi- conclude Barbara Cittadini- che, ove quanto appreso dai giornali fosse confermato dai dovuti riscontri, si tratti di casi isolati, che tuttavia, una volta accertati, vanno perseguiti, come tutti i comportamenti scorretti, nel rispetto dei cittadini e dei molti imprenditori corretti ed onesti».

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