mascherine coronavirus

Mascherine ordinate ma requisite: scatta anche in Sicilia la guerra dei dpi

21 Marzo 2020

Forniture ospedaliere requisite dalla protezione civile e aziende già contrattualizzate che si tirano indietro. Il quadro drammatico della mancanza di dpi

 

di

E’ in atto ormai da settimane una vera e propria caccia alla mascherina. Tutta la produzione nazionale di FFP2, FFP3 e mascherine chirurgiche è praticamene assorbita dalle mega commesse della Protezione Civile mentre si fa sempre più complicato il ricorso al mercato estero, blindato dall’esponenziale crescita di richieste da parte di Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti. Segno tangibile delle ripercussioni che la pandemia da Covid 19 esercita sui mercati internazionali, causando distorsioni e richieste sempre più pressanti di nazionalizzare la produzione e distribuzione di DPI, come già accaduto in Francia con uno specifico provvedimento del premier Macron.

Le ripercussioni di questa situazione penalizzano anche gli ospedali siciliani che, se da un canto si sono visti recapitare “panni al posto di mascherine” (leggi qui) , d’altro canto,  si vedono soffiare sotto il naso interi lotti di DPI già ordinati e successivamente requisiti. Come accaduto al Garibaldi di Catania dove il direttore dell’Uoc di Farmacia è stato costretto a diramare una nota nella quale si legge che le mascherine ordinate a due ditte (in totale 5000 ffp2, 9300 ffp3 e 13300 mascherine chirurgiche) non potranno essere fornite al personale ospedaliero perchè sono state requisite dalla Protezione Civile.

A confermare la criticità della situazione anche una nota inviata all’Asp di Palermo, lo scorso 10 marzo, dalla Rays S.p.A., azienda che aveva ottenuto la commessa per la fornitura di DPI a tutte le Aziende Arnas, Aziende Ospedaliere ed ASP del bacino occidentale della Regione Siciliana. Nella nota si legge che la ditta non produce direttamente i presidi orinati ma li importa dai paesi orientali (Cina soprattutto, poi Indonesia, Malesia, Vietnam etc) in molti dei quali, ed in Cina in particolare, è stato imposto il divieto di esportazione per cui “tale evento non ci consente di garantire la regolare esecuzione della fornitura”.

“In Sicilia l’assessorato regionale alla Sanità ha tentato di contrattualizzare alcune aziende produttrici di Dpi. Giunge voce che la produzione di molte aziende sia stata requisita dalla Protezione civile. Sarebbe utile conoscere se si tratta delle stesse aziende e della stessa produzione” afferma Agata Consoli vicesegretario regionale della Fials Confsal Sicilia. Consoli chiede interventi urgenti a tutela di tutto il personale sanitario: “Oggi non è certo il caso di fare i primi della classe o di criticare -dice – quanto accaduto è un evento eccezionale. Tutti però devono agire per dare il proprio contributo. Gli ospedali stanno diventando dei focolai, bisogna fare subito qualcosa prima che il piccolo possa diventare grande. Mancano dispositivi di sicurezza, non si capisce chi è l’interlocutore, e intanto la situazione si fa sempre più pericolosa per i lavoratori che ogni minuto rischiano il contagio e soprattutto rischiano di trasmettere il virus alle loro famiglie”.

Aggiornamento delle 12.55: “Apprendiamo con molta preoccupazione che la l’azienda Rays ha sospeso temporaneamente la fornitura di tutto il materiale sanitario, quindi dispositivi di protezione individuale, guanti e altro, a tutte le aziende del bacino occidentale”. Lo scrive Salvo Calamia, vicesegretario regionale del Nursind e segretario territoriale a Trapani. “La motivazione della sospensione – dice – è dovuta ai mancati approvvigionamenti dalla Cina, Vietnam, Malesia. Tutto ciò aggrava fortemente la situazione di emergenza. Mostriamo il nostro disappunto per questa decisione e situazione che a cascata potrebbe travolgere e danneggiare gli operatori sanitari impegnati in prima linea per questa pandemia. Da settimane chiediamo misure alternative ed immediate per rifornire gli ospedali di materiale sanitario in primis mascherine chirurgiche idonee. Abbiamo anche chiesto a tutte le aziende di riformulare in maniera diversa il ciclo produttivo e mettere a disposizione le qualità dell’industria siciliana e italiana per fare fronte a questa problematica. Noi come Nursind abbiamo già contattato diverse aziende per fare questo tipo di lavoro e offriamo consulenza alle aziende che vogliono riconvertirsi. Il tempo è tiranno e tutti dobbiamo fare la nostra parte, collaborando, con i mezzi e le competenze necessarie”.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV