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Marianna Caronia: “La VI commissione ARS ascolti al più presto il CTS”

9 Ottobre 2020

Ma sull'esistenza del Comitato Tecnico Scientifico il "giallo" di cui insanitas aveva parlato continua

 

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“Mentre i casi di contagio e di ricovero continuano a salire in tutta Italia e in Sicilia, arriva dall’associazione degli anestesisti un vero e proprio allarme per la tenuta della sanità nel Meridione.
Anche a Palermo si cominciano a registrare casi di estrema gravità anche all’interno delle strutture ospedaliere. Si tratta di fatti preoccupanti perché coinvolgono chi ha già vissuto e sarà chiamato a vivere in prima persona il fronte più difficile di questa battaglia, quello degli ospedali e dei reparti di emergenza. Per questo ho chiesto che la VI Commissione dell’ARS ascolti al più presto il Comitato Tecnico Scientifico insediato durante il lockdown dall’Assessorato alla Salute e il neo Commissario Covid19 per la provincia di Palermo Renato Costa. A loro chiederemo quale sia l’indirizzo scientifico e quali siano i passi formali che si stanno adottando, con un calendario preciso che indichi dove e in quanto tempo i posti letto dedicati saranno attivi, quanti e quali per la degenza, quanti per la terapia intensiva. Non vorremmo infatti che di fronte all’emergenza che sempre più si profila all’orizzonte, la nostra Regione si trovasse impreparata e senza un piano organico di ciò che serve.” Lo ha dichiarato il deputato regionale Marianna Caronia.

Ma sul Comitato Tecnico Scientifico il “giallo” di cui insanitas aveva parlato in questo articolo (LEGGI QUI) continua. Sembra infatti che nei giorni scorsi i componenti del CTS siano stati interpellati dall’assessore Ruggero Razza. Alcuni hanno comunicato di non essere più disponibili a proseguire il percorso altri invece hanno suggerito una nuova formula di attivazione del CTS Regionale, più simile al funzionamento del CTS Nazionale. In pratica il suggerimento offerto è quello di svincolare il CTS dagli uffici dell’assessorato alla Sanità ed essere interpellato di volta in volta dal Presidente della Regione o dall’Assessore alla Salute a seconda delle necessità che si dovessero presentare. Una proposta che sembra non dispiacere a Musumeci e Razza ma che di fatto ad oggi non ha trovato seguito né ufficiale né ufficioso.

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