“Maria Eleonora Hospital”, dopo l’ansia e l’attesa tornano a casa i non contagiati

11 Aprile 2020

I primi pazienti negativi al tampone sono stati dimessi per l'isolamento domiciliare. Alcuni sono partiti da soli, altri accolti dai propri cari, talvolta tra lunghe attese e informazioni non tempestive.

 

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PALERMO. Ansia, confusione e preoccupazione: stati d’animo che aleggiavano davanti al “Maria Eleonora Hospital” tra una decina di persone in attesa dei primi pazienti dimessi dopo essere risultati negativi al Coronavirus e ora destinati all’isolamento domiciliare.

Alcuni di loro sono andati via da soli e con il proprio mezzo, mentre altri sono stati accolti dai propri cari, che hanno dovuto attendere fuori dall’ospedale anche per diverse ore.

Da Villa Maria Eleonora avevano fatto sapere di aver attivato un processo di comunicazione con “i familiari più stretti dei pazienti ricoverati per dare informazioni sul loro stato psico-fisico”.

In realtà, almeno quelli in attesa nel tardo pomeriggio di ieri (tutti con mascherina e rispettosi della distanza di sicurezza) hanno avuto poche notizie e non sempre chiare, soprattutto per chi non è avvezzo a termini e procedure mediche.

«Mio suocero è stato ricoverato giovedì scorso per un intervento alla carotide- ha raccontato un giovane- Lunedì ci  hanno chiamato per dirci che gli dovevano fare il tampone, senza spiegarci che si trattava di quello per il Coronavirus. Insospettiti, io e mia moglie abbiamo fatto delle ricerche su Internet, quindi, tramite i social abbiamo scoperto che qui c’erano stati dei casi di Coronavirus e ci siamo spaventati tantissimo. Allora abbiamo iniziato a chiamare il centralino ma non ha risposto nessuno. Poi è stato mio suocero stesso a dirci che gli avevano fatto il tampone e spiegarci un po’ la situazione».

Le porte del nosocomio sono rimaste sbarrate, tranne per qualche parente venuto per portare indumenti e alimenti, sempre sulla soglia di ingresso.

Al citofono ci hanno risposto che non era possibile parlare con un responsabile della struttura e lo stesso trattamento è stato riservato alle persone fuori in attesa.

Ad un certo punto il marito di una donna ricoverata ha perso le staffe e ha cominciato a sbattere i pugni sulla vetrata perché voleva notizie: «Mi hanno telefonato alle 11 per dirmi di venire a prendere mia moglie, sono qui dalle 13,30 ma ancora non lei esce e non mi dicono nulla», ha affermato l’uomo, che alle ore 17,40 era spazientito.

Finalmente si è fatta viva una guardia giurata per spiegare all’uomo che stavano aspettando la convalida delle dimissioni da parte dell’Asp, ma è stata la moglie a tranquillizzarlo affacciandosi alla finestra per raccontargli cosa stesse succedendo.

«È stata ricoverata lunedì per un intervento alla carotide, l’indomani mi hanno detto che c’era un caso più urgente e che l’avrebbero operata mercoledì- ha continuato a raccontare il marito- Quel giorno invece mi hanno chiamato per dirmi che c’erano persone contagiate dentro la struttura. Prima due, poi otto, poi dieci, poi venti…Per fortuna martedì notte le hanno fatto il tampone ed è risultata negativa, adesso la sto aspettando da ore per portarla a casa».

Mentre diverse ambulanze del 118 entravamo e uscivano dal Maria Eleonora Hospital per trasportare i pazienti contagiati presso l’Ospedale Civico e il San Paolo Palace, un altro parente in attesa ha manifestato la sua preoccupazione sul fatto che, a volte, il primo tampone dia un esito negativo e poi invece il secondo sia positivo: «Altrove è accaduto, e per questo abbiamo paura che il Coronavirus non sia veramente assente nonostante i controlli effettuati», ha sottolineato.

In prima serata hanno cominciato ad uscire i pazienti con esito negativo del tampone, tra cui una signora con il trolley, la quale ha raccontato: «Io avrei dovuto sottopormi a un intervento chirurgico e sarei già dovuta uscire da giorni, invece tutto è saltato e sono rimasta bloccata qui dentro fino ad oggi».

Dalle storie raccolte emergo dubbi sulla gestione della situazione a Villa Maria Eleonora e una comunicazione verso l’esterno non sempre tempestiva. Proprio nella serata di ieri l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha comunicato che verrà disposta una ispezione.

Intanto, come già riportato da Insanitas, sono stati trasferiti altrove i pazienti e gli operatori risultati contagiati in base ai tamponi effettuati finora. Infine, è iniziata la sanificazione del Maria Eleonora Hospital.

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