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Mancano i dpi, anche le aziende che smaltiscono i rifiuti sanitari lanciano l’allarme

“Non possiamo più attendere oltre l’acquisto di nuovi dispositivi di sicurezza. Abbiamo l’obbligo di garantire lo svolgimento del servizio ma anche quello di tutelare i nostri collaboratori”. Fornitura del servizio a rischio

Tempo di lettura: 3 minuti

L’emergenza da Coronavirus vede in prima linea le aziende che si occupano del ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti sanitari, pericolosi infettivi e non. La mancanza di dispositivi di sicurezza mina la salute dei collaboratori che assicurano il ritiro dei rifiuti a rischio infettivo dalle aziende sanitarie, ospedali compresi.

Congiuntamente le aziende Ugri-Servizi per l’ambiente, Ecoprogress, Pangea ed Ecofarma sentono il dovere di tutelare i propri lavoratori in considerazione del fatto che stanno per terminare le scorte dei dispositivi di sicurezza.

Abbiamo chiesto una interlocuzione con gli organi preposti e nello specifico con l’assessorato regionale alla Salute, guidato da Ruggero Razza, interlocuzione che è arrivata a mezzo del Capo di Gabinetto ma non ha sortito l’effetto sperato. La situazione è grave, di comprovata difficoltà lo svolgimento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento.

La normativa prevede chiaramente la tutela del lavoratore per evitare rischi alla salute dello stesso, della famiglia e della collettività tutta. La precarietà e l’incertezza di una guida in tal senso indurrà le aziende, in assenza di risposte, a diminuire i passaggi per il ritiro del rifiuto ospedaliero.

Bernardo Urso, Amministratore di Ugri-Servizi per l’ambiente, indica espressamente la fragilità del momento: “Serviamo gli ospedali pubblici e privati di tutta la Sicilia occidentale, i poliambulatori, i medici di famiglia, gli studi medici dei pediatri, i laboratori di analisi, non possiamo ancora alzare il

livello di rischio, noi lavoriamo nella piena tutela dei lavoratori, rispettando tutte le norme imposte. Garantiamo il ritiro, trasporto, stoccaggio e smaltimento in termodistruzione del rifiuto sanitario a rischio infettivo, per questo motivo non possiamo più attendere oltre l’acquisto di nuovi dispositivi di sicurezza. Abbiamo l’obbligo di garantire lo svolgimento del servizio ma abbiamo pure il dovere di rispettare e tutelare i nostri collaboratori. Anche questa è responsabilità sociale verso la collettività”.

L’amministratore unico di Ecofarma, Giuseppe Baio, che si occupa dello smaltimento finale dei rifiuti a mezzo incenerimento, fase delicatissima sia nel ricevimento di tali rifiuti che nel loro trattamento, evidenzia: “Non ci siamo mai sottratti a rispettare regole e protocolli, sappiamo cosa significa lavorare sotto pressione e in situazione emergenziale, di certo questa è una pandemia che dobbiamo gestire insieme agli organi preposti. Non ci si può chiedere ulteriori salti nel vuoto, noi non mettiamo a rischio l’incolumità dei nostri collaboratori e delle loro famiglie.

Abbiamo alto il senso del dovere e proprio per questo chiediamo con responsabilità di metterci nelle condizioni di continuare a svolgere il nostro servizio. I dispositivi di sicurezza sono essenziali, facciamo parte di questa catena di emergenza, assicuriamo sicurezza e igiene negli ospedali ma non possiamo più fare finta che vada tutto bene. La tutela degli operatori non va sottovalutata”.

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