Filippo Brighina

Policlinici

Policlinico di Palermo

Malattie rare neuromuscolari, carenza di personale e posti letto nel centro di riferimento del Policlinico

E' l'unico centro di riferimento per il bacino della Sicilia occidentale. Negli ultimi due anni ha avuto un considerevole sviluppo avendo in carico circa settecento pazienti

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Sembra essere ancora lontano il potenziamento del centro di “Diagnosi e cura delle malattie rare neuromuscolari” del Policlinico di Palermo, che dovrebbe essere il centro di riferimento per la Sicilia occidentale ma che di fatto cura pazienti provenienti da tutte le province siciliane. A preoccupare sono le tempistiche incerte sia per le assunzioni delle figure professionali, sia per l’aumento dei posti letto necessari a servizio dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Neurofisiopatologia, diretta dal professore Filippo Brighina.

Nonostante siano stati fatti dei passi avanti, nell’ospedale assistenza e ricerca stentano a camminare a braccetto. Si allungano i tempi per l’atteso adeguamento ed a confermarlo è la dichiarazione della Direzione strategica del Policlinico: «Per quanto attiene alle figure professionali non è possibile stabilire i tempi di assunzione in quanto non previsti dall’attuale  dotazione organica, così come per gli ulteriori posti letto occorrerà la modifica dell’atto aziendale. Il Policlinico sarà l’unica azienda ospedaliera in Sicilia ad avere cinque plessi in ristrutturazione contemporaneamente nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR, e questo comporterà una temporanea riduzione dei posti letto attualmente disponibili».

I posti letto che continuano ad essere pochi rispetto all’elevata richiesta di ricovero. Attualmente una trentina di pazienti sono in lista d’attesa, un numero che conferma e denuncia un’emergenza che riguarda malati gravi che necessitano di cure e medici specializzati. Nel centro, oltretutto, alcune stanze «non sono idonee ad accogliere anche i caregiver». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo, durante la seduta regionale di settembre, in risposta all’interrogazione della de­pu­ta­ta del Pd, Valentina Chinnici, che ha chiesto, oltre al potenziamento dei posti letto e delle risorse professionali, la disposizione di almeno dieci posti letto, attrezzature specifiche e relative risorse umane adeguate per numero e formazione nella progettazione del nuovo Policlinico.

Sul personale «è stato espletato concorso per dirigente medico neurologo, con titolo preferenziale di documentata esperienza nella gestione di patologie neuromuscolari, per potere affiancare il dottor Brighina nella gestione del centro di riferimento regionale e si è in attesa della chiamata di due vincitori da parte dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico», ha risposto all’interrogazione l’assessore Volo aggiungendo che «è stato più volte richiesto l’affidamento di mansioni assistenziali al dottor Vincenzo Di Stefano con progetto su patologie neuromuscolari».

E per quanto attiene ai posti letto, in attesa della progettazione del nuovo Policlinico, a lasciare sperare sarebbero alcuni trasferimenti di Unità operative ma a preoccupano i tempi di realizzazione che non saranno rapidi. «È stato pianificato – prosegue l’assessore – che nell’ambito dei trasferimenti delle unità operative dell’azienda ospedaliera universitaria che dovranno seguire l’apertura del nuovo pronto soccorso, tra i quali è previsto il trasferimento dell’unità operativa complessa di neurologia nei locali oggi occupati dalle unità operativa complesse di odontoiatria e di neurochirurgia, al fine di assicurare una maggiore integrazione operativa tra neurologia e neuroradiologia ed un avvicendamento alla neurochirurgia trasferita nel limitrofo plesso in passato occupato dall’urologia, verrà di conseguenza previsto un ampliamento dei posti letto da assegnare sensu lato all’area neurologica prevedendo alcuni spazi per il ricovero delle malattie neuromuscolari rare adeguati alla tipologia di malato, mentre nella progettazione del nuovo Policlinico sarà certamente possibile prevedere almeno dieci posti letto specificatamente dedicati alle malattie neuromuscolari rare».

Dopo lo smantellamento del centro di riferimento regionale per la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dell’apparato respiratorio dei pazienti affetti da malattie neuromuscolari rare (che era situato nell’unità operativa di malattie dell’apparato respiratorio nell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo) sono nate delle necessità nella gestione delle problematiche respiratorie di questi pazienti.

Il centro per le malattie neurologiche rare del Policlinico è l’unico centro di riferimento per il bacino della Sicilia occidentale, e negli ultimi due anni ha avuto un considerevole sviluppo avendo in carico circa settecento pazienti affetti da diverse patologie rare neuromuscolari principalmente su base immune e genetica per cui, laddove disponibili, sono stati peraltro attivati tutti i trattamenti innovativi in grado di interferire con la storia naturale della malattia.

«Grazie alla disponibilità offerta dai professori Giuseppe Salemi, direttore dell’UOC di Neurologia e Aldo Canino, responsabile dell’UOC di Medicina Critica – commenta il professore Brighina – è stato possibile attivare due posti letto per pazienti con malattie neuromuscolari più due posti per i loro caregiver. È in fase di definzione l’attivazione di altri due posti letto ricovero, in modo da avere almeno quattro posti per pazienti e quattro per caregiver, e l’arruolamento di personale con competenze specifiche necessari a garantire un efficiente ed efficace gestione delle esigenze assistenziali. Nel dettaglio – conclude – un neurologo con competenze specifiche, almeno un fisioterapista e uno psicologo. In attesa di nuove assunzioni, un ulteriore supporto alle attività viene dalla decisione della Direzione Aziendale di affidare mansioni assistenziali al dottore Vincenzo di Stefano, esperto di malattie neuromuscolare in atto ricercatore a tempo determinato di tipo A».

È nell’ottica di dare un’assistenza multidisciplinare e per coniugare l’accessibilità, la continuità e l’efficacia delle cure che a giugno scorso è stata pensata una rete regionale e un team working. La rete pilota pensata dal neurologo Marcello Romano, per favorire, peraltro, la razionalizzazione dei servizi in funzione della complessità ma anche per garantire adeguatezza strutturale e strumentale, ha avuto il placet dell’assessorato alla Salute ma sulla sua realizzazione non si conoscono i tempi di realizzazione.

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