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ASP e Ospedali

Il "giallo" del reparto

Malattie metaboliche rare al “Di Cristina”, la replica della direzione generale dell’Arnas Civico

Dopo l'articolo con cui Insanitas ha dato voce a un'ennesima segnalazione di disagi, è arrivata alla nostra redazione una nota dall'azienda ospedaliera palermitana. Eccola, con la risposta del nostro direttore responsabile.

Tempo di lettura: 4 minuti

Dalla direzione generale dell’Arnas Civico è giunta ad Insanitas una replica relativa al nostro articolo (CLICCA QUI) dal titolo “Ospedale Di Cristina, bimba con grave malattia rara in attesa del ricovero da tre ore”. Eccola qui di seguito, con la successiva risposta del direttore responsabile di Insanitas.

RICEVIAMO E PUBBLICCHIAMO

“In ordine a quanto scritto da InSanitas nell’articolo a firma di Sonia Sabatino dal titolo “Ospedale Di Cristina, bimba con grave malattia rara in attesa del ricovero da tre ore la Direzione Strategica ritiene utile necessario precisare:

1) La Direzione Generale dell’ARNAS Civico non ha mai chiuso il reparto di Malattie Rare presso il P.O. Di Cristina.
2) il reparto di Malattie Rare presso il P.O. Di Cristina non è mai esistito.
3) I piccoli pazienti affetti da malattie rare con necessità di assistenza ospedaliera sono stati ricoverati sempre in base alle diverse esigenze cliniche presso la UOC Pediatria Generale e/o altre strutture interne.
4) Non esistono “percorsi alternativi” quando il bisogno assistenziale comporta il ricovero. Il setting appropriato è unico.
5) Anche nel caso in questione è stato assicurato il ricovero peraltro in Reparto diverso dalla UOC Pediatria Generale visto che le necessità assistenziali erano di natura specifica.
6) Sarebbe utile, a vantaggio di una corretta informazione che non danneggi l’immagine aziendale, che le notizie venissero pubblicate dopo attenta verifica dei fatti e riportando interamente le informazioni sul caso rilasciate dagli interlocutori ospedalieri”.

LA RISPOSTA DI INSANITAS

“Gentilissimo direttore generale,
riteniamo, anche se non chiaramente indicato, che nella vostra precisazione si voglia fare riferimento all’inesistenza di una UOC. Non si spiegherebbero altrimenti le comunicazioni fornite nel 2015 dalla vostra azienda, proprio in merito all’apertura di una Unità operativa di malattie metaboliche rare, ed ampiamente riportate sulla stampa regionale. A quell’epoca non esisteva ancora il nostro giornale. Riportiamo quindi, ad esempio, un articolo di Repubblica dal titolo “Malattie metaboliche rare, nuovo reparto all’Ospedale dei Bambini” (CLICCA QUI)  e un servizio video andato in onda su TGS: “Palermo, un reparto per i piccoli pazienti affetti da patologie rare” (CLICCA QUI) e un articolo sul Giornale di Sicilia (CLICCA QUI).

Da allora più volte la stampa regionale (e frequentemente anche il nostro giornale) ha riportato notizie collegate al reparto di malattie metaboliche rare presso l’Arnas Civico di Palermo. Ma non sono mai pervenute alla nostra redazione precisazioni circa l’inesistenza del reparto che, per la precisione, era ospitato al terzo piano maggiore, dove ci sono anche i locali della “Diabetologia”. Anche le targhe all’interno del nosocomio indicavano il luogo con la scritta “malattie metaboliche”. Dalle notizie che abbiamo avuto modo di verificare ci sarebbe stata una U.O.S, prima diretta dal Professore Corsello e successivamente affidata alla dottoressa Cardella.

Ma al di là di ulteriori considerazioni burocratiche, sulla vicenda ci siamo sempre limitati al nostro dovere: facciamo cronaca! Esistono due associazioni di pazienti che hanno sostenuto e sostengono la necessità di avere un luogo dedicato a queste malattie croniche, gravi ed invalidanti: l’Associazione Iris Malattie metaboliche rare e Associazione Diabetici Vincenzo Castelli.

Da quando il reparto, o il servizio, o i locali che a qualunque titolo ospitavano in via esclusiva questi pazienti, sono stati chiusi a causa del Covid, queste associazioni hanno iniziato a denunciare notevoli difficoltà. Ed è esattamente questo il disagio che ci ha raccontato una vostra paziente e che abbiamo riportato per quella funzione sociale che è insita nella nostra professione.

Quanto al punto 6 della vostra risposta ci corre l’obbligo di precisare che, anche in questo caso, come sempre avviene, la notizia pubblicata dalla collega Sonia Sabatino, è stata puntualmente verificata. La verifica continua delle fonti e l’interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti è un dovere al quale non ci siamo mai sottratti, men che meno in questo caso. La collega Sabatino ha telefonato a Lei, al direttore sanitario Salvatore Requirez, alle dottoresse Marilù Furnari e Desire Farinella. Non avendo ricevuto risposta la collega ha mandato un messaggio WhatsApp al direttore Requirez, alla dottoressa Farinella e alla dottoressa Furnari. Il direttore sanitario e la dottoressa Farinella hanno risposto, suggerendo di parlare con la dottoressa Furnari che si era occupata del caso. Quest’ultima ha risposto con un messaggio WhatsApp puntualmente riportato nell’articolo.

Tutto ciò per la dovuta chiarezza a tutela dei rapporti, sempre cordiali, con la vostra spettabile direzione”.

Cordialmente
il direttore responsabile

Michele Ferraro

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