«Malattia di Anderson-Fabry», ecco i consigli degli esperti del congresso di Catania

27 Giugno 2016

Durante l'evento promosso dalla sezione etnea dell'Associazione italiana donne medico a Palazzo Platamone è stato fatto il punto su questa patologia rara. La coordinatrice scientifica Ines Monte: «Malattia da carenza enzimatica, colpisce diversi organi. Fondamentale è la conoscenza, per potere effettuare una diagnosi solo grazie ad alcuni segni».

 

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CATANIA. L’associazione italiana donne medico ha organizzato un congresso al Palazzo Platamone di Catania dedicato alla «Malattia di Anderson-Fabry», annoverata tra le patologie rare. Il must da cui partire è “conoscere per riconoscere”, perché proprio riconoscere, in molti casi, è l’operazione più complicata.

«La malattia di Anderson-Fabry- dichiara la professoressa dell’Università di Catania Ines Monte (nella foto), coordinatrice scientifica del corso- è di fatto una malattia rara, ma forse solo perché è sottostimata. È una malattia da carenza enzimatica e colpisce diversi organi. Fondamentale è la conoscenza, proprio per potere effettuare una diagnosi solo grazie ad alcuni segni, anche perché è una malattia molto complessa e complessi sono i sintomi. Elementi che possono variare da soggetto a soggetto. I bambini, per esempio, mostrano dei sintomi, gli adulti altri».

Proprio per questo motivo si è deciso di parlarne, coinvolgendo diversi esperti: la malattia di Anderson-Fabry è una patologia multiorgano e per tale motivo deve essere affrontata da diversi specialisti che, appunto, si sono confrontati nel congresso a Palazzo Platamone.

Durante l’incontro sono stati affrontati numerosi temi: l’aspetto genetico della malattia, il coinvolgimento cardiovascolare, gli aspetti neurologici e nefrologici e quelle che possono essere le lesioni dermatologiche e le alterazioni della vista.

«Devo dire la verità, prima di questo convegno non conoscevo benissimo la malattia di Anderson-Fabry- ha detto la dottoressa Linda Musumeci, vice presidente dell’Aidm Catania- Adesso ne so molto di più e posso dire che sono fondamentali le diagnosi differenziate. L’informazione, in questo senso, è fondamentale: quella dei medici, soprattutto. Con i pazienti bisogna essere più accorti per evitare di creare ansie».

A promuovere il convegno, come detto, la sezione catanese dell’associazione italiana donne medico: «Una sezione giovane, ma molto attiva- ha dichiarato Carolina Vicari, delegata per la Sicilia dell’Aidm- Le cose stanno cambiando, perché, purtroppo, le donne della mia generazione sono state sempre messe da parte. Adesso ci sono moltissime giovani donne medico e questo fa ben sperare per il futuro. Questa iniziativa della sezione di Catania è da ammirare e imitare».

Ed in previsione, tra le attività della sezione di Catania, c’è anche un premio riservato alle giovani medico donne. «Stiamo istituendo- spiega Claudia Pricoco, presidente Aidm Catania- un premio di mille euro per una neo laureata in medicina, affinché possa approfondire un argomento che interessi particolarmente le donne. È la caratteristica del nostro gruppo: le relatrici del congresso dedicato alla malattia di Anderson-Fabry, convegno multidisciplinare, sono tutte donne».

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