Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Dal palazzo

Evento promosso dall’Associazione italiana donne medico

«Malattia di Anderson-Fabry», ecco i consigli degli esperti del congresso di Catania

Durante l'evento promosso dalla sezione etnea dell'Associazione italiana donne medico a Palazzo Platamone è stato fatto il punto su questa patologia rara. La coordinatrice scientifica Ines Monte: «Malattia da carenza enzimatica, colpisce diversi organi. Fondamentale è la conoscenza, per potere effettuare una diagnosi solo grazie ad alcuni segni».

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. L’associazione italiana donne medico ha organizzato un congresso al Palazzo Platamone di Catania dedicato alla «Malattia di Anderson-Fabry», annoverata tra le patologie rare. Il must da cui partire è “conoscere per riconoscere”, perché proprio riconoscere, in molti casi, è l’operazione più complicata.

«La malattia di Anderson-Fabry- dichiara la professoressa dell’Università di Catania Ines Monte (nella foto), coordinatrice scientifica del corso- è di fatto una malattia rara, ma forse solo perché è sottostimata. È una malattia da carenza enzimatica e colpisce diversi organi. Fondamentale è la conoscenza, proprio per potere effettuare una diagnosi solo grazie ad alcuni segni, anche perché è una malattia molto complessa e complessi sono i sintomi. Elementi che possono variare da soggetto a soggetto. I bambini, per esempio, mostrano dei sintomi, gli adulti altri».

Proprio per questo motivo si è deciso di parlarne, coinvolgendo diversi esperti: la malattia di Anderson-Fabry è una patologia multiorgano e per tale motivo deve essere affrontata da diversi specialisti che, appunto, si sono confrontati nel congresso a Palazzo Platamone.

Durante l’incontro sono stati affrontati numerosi temi: l’aspetto genetico della malattia, il coinvolgimento cardiovascolare, gli aspetti neurologici e nefrologici e quelle che possono essere le lesioni dermatologiche e le alterazioni della vista.

«Devo dire la verità, prima di questo convegno non conoscevo benissimo la malattia di Anderson-Fabry- ha detto la dottoressa Linda Musumeci, vice presidente dell’Aidm Catania- Adesso ne so molto di più e posso dire che sono fondamentali le diagnosi differenziate. L’informazione, in questo senso, è fondamentale: quella dei medici, soprattutto. Con i pazienti bisogna essere più accorti per evitare di creare ansie».

A promuovere il convegno, come detto, la sezione catanese dell’associazione italiana donne medico: «Una sezione giovane, ma molto attiva- ha dichiarato Carolina Vicari, delegata per la Sicilia dell’Aidm- Le cose stanno cambiando, perché, purtroppo, le donne della mia generazione sono state sempre messe da parte. Adesso ci sono moltissime giovani donne medico e questo fa ben sperare per il futuro. Questa iniziativa della sezione di Catania è da ammirare e imitare».

Ed in previsione, tra le attività della sezione di Catania, c’è anche un premio riservato alle giovani medico donne. «Stiamo istituendo- spiega Claudia Pricoco, presidente Aidm Catania- un premio di mille euro per una neo laureata in medicina, affinché possa approfondire un argomento che interessi particolarmente le donne. È la caratteristica del nostro gruppo: le relatrici del congresso dedicato alla malattia di Anderson-Fabry, convegno multidisciplinare, sono tutte donne».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati