Lotta all’autismo, al via sinergia tra l’Asp di Agrigento e le associazioni di volontariato

30 Settembre 2019

Il manager Giorgio Giulio Santonocito, recependo gli input proposti dall’Assessorato regionale alla Salute, ha incontrato i responsabili delle associazioni che, in maniera esclusiva e specifica, si occupano di sostenere i pazienti affetti da disturbo autistico.

 

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AGRIGENTO. Ascoltare e dar voce a chi si occupa in modo diretto delle diverse problematiche connesse al disturbo autistico per ricevere preziosi suggerimenti utili ad integrare il “piano aziendale sull’autismo” in corso di adozione.

Queste, in sintesi, le finalità di un incontro con il mondo dell’associazionismo voluto dalla Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento svoltosi questa mattina presso la Cittadella della Salute.

Il manager Giorgio Giulio Santonocito, recependo gli input proposti dall’Assessorato regionale alla Salute, ha voluto incontrare i responsabili delle associazioni che, in maniera esclusiva e specifica, si occupano di sostenere i pazienti affetti da disturbo autistico nella consapevolezza che la sinergia fra ente sanitario ed associazioni di volontariato, fra pubblico e privato può garantire ampi margini di crescita dei processi di assistenza e cura.

Attualmente, oltre ad un Centro aziendale che, peraltro, sarà incrementato di nuove figure professionali a seguito assunzioni programmate, l’Azienda può fare affidamento su due Centri diurni esterni, uno a Canicattì ed uno a Menfi, in grado di offrire assistenza a pazienti dai tre ai venti anni d’età.

Il punto di svolta di cui si è discusso nel corso dell’incontro è rappresentato dalla possibilità di istituire delle “mini equipe” itineranti capaci di ridurre le distanze e portare il sostegno dei professionisti direttamente nelle sedi in cui vivono i pazienti.

Strategica anche l’intenzione di dar corso alla cosiddetta “pratica di attenzione sociale”, cioè l’idea di poter seguire i giovani anche mentre praticano attività sportive o ludiche presso scuole, centri sportivi o fattorie didattiche contando sulla collaborazione fra i sanitari e gli educatori-istruttori presenti nei diversi centri.

Sul tavolo anche la valutazione di specifici protocolli di assistenza destinati ai pazienti adulti cioè a coloro che hanno già superato i vent’anni.

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