Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Lotta al bullismo, gli psicologi: «Nelle scuole sia prevista l’educazione all’affettività»

È quanto auspica Gaetana D'Agostino, presidente dell'Ordine regionale in Sicilia: «Fondamentale la prevenzione».

Tempo di lettura: 4 minuti

Un cambio di passo da parte delle istituzioni sulla priorità degli investimenti puntando alla salute. È quanto auspica Gaetana D’Agostino (nella foto), presidente dell’Ordine regionale degli psicologi in Sicilia a proposito del bullismo. Un altro aspetto su cui torna più volte è l’educazione alle emozioni e all’affettività. Fondamentale, poi, la prevenzione. «Le istituzioni devono cominciare seriamente a capire- commenta- che è prioritario su ogni cosa investire in salute, prima che l’emergenza sociale, già in atto, si trasformi in una vera e propria “epidemia” con conseguenze ancora più gravi».

Un fenomeno che è sempre più difficile definire a cause delle innumerevoli forme che si sviluppano con l’avanzare della tecnologia e il cambiamento della società. La sua natura lo rende estremamente pericoloso e porta la vittima ad una sofferenza e sottomissione psicologica, ancor di più che nel caso di violenza fisica.

Dottoressa D’Agostino, quali gli interventi e le azioni messe in pratica e cos’altro bisognerebbe fare in Sicilia per contrastare il bullismo?
«Innanzitutto, è importante chiarire che il bullismo non è semplicemente una prepotenza, ma una forma di violenza intenzionale e sistematica, che si caratterizza per un’asimmetria di potere tra i soggetti coinvolti. Queste caratteristiche rendono il bullismo un fenomeno serio e dannoso. La prevenzione è l’intervento più importante, in quanto mira a creare una cultura della non violenza e del rispetto reciproco. In Sicilia, le scuole sono il principale luogo di intervento preventivo, attraverso campagne di sensibilizzazione e progetti specifici. Queste azioni sono importanti, ma è necessario coinvolgere anche le famiglie e le comunità locali per una prevenzione più incisiva. Per affrontare il fenomeno del bullismo e prevenirlo è un impegno di tutti, che richiede un’azione coordinata tra diversi attori».

Quali sono le implicazioni psicologiche?
«Bullo e vittima sono due facce della stessa medaglia. Entrambi faticano a relazionarsi con gli altri, perché non sanno come esprimere le proprie emozioni in modo sano. Il bullo, spesso motivato da insicurezze profonde, utilizza la violenza come un mezzo per compensare la sua mancanza di fiducia in sé stesso, cercando di affermarsi e sentirsi potente attraverso il controllo sugli altri. D’altra parte, la vittima del bullismo, a causa delle ripetute esperienze negative, può reagire chiudendosi in sé stessa e isolandosi dagli altri. La paura di essere ferita, sia fisicamente che emotivamente, può generare ansia sociale e contribuire a un ciclo di isolamento che può persistere nel tempo. Entrambi i protagonisti hanno bisogno di sostegno e interventi mirati per imparare a gestire le proprie emozioni e a costruire relazioni sane».

Le vittime di bullismo sono più a rischio di incorrere in pensieri o tentativi di suicidio?
«La connessione tra bullismo e suicidio è un argomento complesso e delicato che va oltre una mera relazione lineare. Il bullismo può avere un impatto negativo sulla salute mentale delle vittime, aumentando il rischio di sviluppare problemi come depressione, ansia e disturbi post-traumatici da stress. Queste difficoltà possono persistere nel tempo, influenzando negativamente il benessere complessivo della persona coinvolta. Il pensiero di trovarsi in un vicolo cieco, l’idea ossessiva che nulla cambierà mai, può alimentare pensieri estremi e contribuire a un senso di disperazione e impotenza. Le vittime di bullismo, in alcuni casi estremi, possono giungere all’atto estremo del suicidio come un modo per sfuggire alla sofferenza costante. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il suicidio è un fenomeno multifattoriale e non può essere attribuito in maniera unilaterale esclusivamente al bullismo».

Oltre il bullo e la vittima ci sono anche altri “attori”, ognuno caratterizzato da un ruolo nella genesi e nel mantenimento del comportamento aggressivo. Quali sono le opportunità di cambiamento tradotti in percorsi psicologici?
«Il bullismo è un fenomeno complesso che coinvolge una molteplicità di attori, andando oltre la dinamica diretta tra il bullo e la vittima. Possiamo parlare di bullismo come di un fenomeno sociale che si sviluppa attraverso diversi sistemi e sottosistemi relazionali. In questo contesto, gli “osservatori” o spettatori, con il loro comportamento, possono agire come catalizzatori, amplificando o attenuando la violenza e trasformando il bullismo in un fenomeno di gruppo. Un aspetto cruciale nel cambiare questa dinamica è l’educazione alle emozioni. Introdurre percorsi di educazione alle emozioni e all’affettività a scuola rappresenta un passo fondamentale. Questi percorsi dovrebbero aiutare i giovani a comprendere e riconoscere le proprie emozioni, a sviluppare strategie di gestione delle emozioni e a costruire relazioni sane. L’educazione alle emozioni rappresenta un investimento significativo per il futuro dei giovani, contribuendo al benessere dell’intera collettività e alla creazione di un ambiente più empatico, rispettoso e tollerante. In senso più ampio, possiamo dire che per intervenire efficacemente nel contrasto e prevenzione al bullismo è necessario lavorare in sinergia tra scuole, famiglie, istituzioni e la società nel suo complesso, al fine di creare un ambiente che promuova consapevolezza, tolleranza e rispetto, contrastando attivamente il bullismo su tutti i fronti».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche