Dal palazzo

Migrazione sanitaria

Lotta ai tumori, Cart-T pure in Sicilia ma 1 paziente su 5 si fa curare altrove

Il dato è emerso dal controllo dei registri di monitoraggio Aifa. Insanitas ha parlato dell'argomento con Luca Castagna, Maurizio Pastorello e Caterina Patti.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Le CAR-T sono la nuova frontiera della medicina personalizzata nel campo dei tumori e rappresentano una possibilità in quei pazienti nei quali le precedenti strategie terapeutiche standard (chemioterapia e trapianto di cellule staminali emopoietiche) hanno fallito. In Sicilia, da oltre un anno, nel dipartimento di Ematologia dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello e nell’U.O. di Ematologia della casa di cura La Maddalena, sono gestite le terapie genetiche innovative.

Car-T e migrazione sanitaria dalla Sicilia

Nonostante la presenza dei due centri, circa il 20% dei pazienti siciliani continua ad andare fuori l’Isola per le cure. Il dato è emerso dal controllo dei registri di monitoraggio Aifa. A proposito dei trattamenti CAR-T avviati nel 2022, risulta che su un totale di venti pazienti siciliani quattro hanno ricevuto la terapia in centri di ematologia extraregionali. E questo comporta disagi per i pazienti e per i loro caregiver ma anche dei costi per la mobilità passiva. La scelta sembra dipendere dal consiglio di alcuni medici oppure dal paziente che decide di farsi seguire in altre regioni.

Il dato è saltato all’occhio dell’ex dirigente generale dell’assessorato alla Salute, Mario La Rocca, che a dicembre ha invitato i direttori generali e sanitari delle aziende sanitarie, il direttore di Villa Sofia-Cervello e il responsabile de La Maddalena a “impartire specifiche disposizioni alle unità operative di Ematologia delle proprie aziende affinché indirizzino i pazienti potenzialmente eleggibili al trattamento nei centri regionali autorizzati piuttosto che verso centri extraregionali”. Una disposizione che sarà verificata periodicamente.

La sensibilizzazione sul ricorso alla Car-T

Per ridurre il fenomeno della mobilità passiva, già da qualche tempo sono in atto delle strategie di sensibilizzazione e informazione da parte dei centri accreditati.  «Diversi sono gli eventi formativi che abbiamo organizzato insieme a La Maddalena – dice a Insanitas Luca Castagna, Direttore dell’UOSD “Unità Trapianti Midollo Osseo e Terapie Cellulari” di Villa Sofia-Cervello- Periodicamente sono impegnato in riunioni con gli ospedali. Gli ematologi, quindi, sanno che in due centri a Palermo si fa il trattamento CAR-T. C’è un problema di accessibilità, probabilmente legato all’indirizzo che è dato ai pazienti dai centri non autorizzati. Ci dovrebbe essere un maggiore coordinamento tra i due centri e quelli in cui non viene fatto il trattamento».

Per il direttore dell’unità trapianti andare fuori per le cure «è una follia e non c’è ragione poiché il trattamento è lo stesso e la permanenza ha dei costi elevati per il paziente e l’accompagnatore. Qui è tutto gratuito e non c’è lista d’attesa. La vera attesa, invece, riguarda i tempi di consegna del farmaco che arriva dall’estero e al momento soltanto due case farmaceutiche riforniscono tutto il mondo. Pertanto è un problema che accomuna tutti i centri. Il tempo è prezioso per i pazienti, che devono essere in buone condizioni di salute per iniziare la terapia. Dall’indicazione all’inizio del trattamento passano circa cinquanta giorni, fondamentale, quindi, che l’individuazione della malattia avvenga subito».

Le Cart-T a Villa Sofia-Cervello

L’anno scorso sono stati dieci i trattamenti eseguiti nell’ospedale Villa Sofia-Cervello, mentre in questi primi tre mesi sono state eseguite tre CAR-T. Numeri che si presume, aumenteranno nei prossimi mesi quando sarà approvato il trattato anche per i mielomi. «Avremo un afflusso maggiore- commenta Castagna- il dato teorico indica almeno il 50%-60% di pazienti che potrebbero accedere al CAR-T».

E da circa un anno è in corso una ristrutturazione del reparto di Oncoematologia con un ampliamento dei posti letto che saranno in totale venti. «La consegna dei locali era prevista per giugno 2022 ma sappiamo che avverrà a breve- dice Castagna- cinque posti letto saranno destinati alla terapia cellulare».

L’acquisto dei farmaci per la Car-T

«Siamo a conoscenza che alcune Ematologie della Sicilia indirizzano fuori- aggiunge Maurizio Pastorello dirigente del servizio di farmacia dell’Asp di Palermo (ente capofila per la stipulazione dei contratti e per l’acquisto dei medicinali) e consigliere Regionale della SIFO – I centri sono uguali in Italia. Abbiamo fatto un servizio che funziona rispetto ad altre regioni. La richiesta del farmaco è inviata subito».

Come funziona la terapia Car-T

«È una terapia innovativa che ci consente di salvare i pazienti che non hanno possibilità di sopravvivenza a lungo termine- spiega Caterina Patti, Direttore dell’UOC Oncoematologia di Villa Sofia Cervello- Oltre il 40% risponde e riusciamo a salvarli. Il metodo innovativo utilizza specifiche cellule immunitarie (i linfociti “T”), che sono estratte da un campione di sangue del paziente, modificate geneticamente e “ingegnerizzate” in laboratorio per essere poi re-infuse nel paziente al fine di attivare la risposta del sistema immunitario contro la malattia».

Caterina Patti (foto Insanitas)

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