Dal palazzo

I dettagli

Lotta agli abusi contro i minori, da Palermo un appello per fare rete

All'Arnas Civico giornata di lavori dedicata al tema, a cui hanno preso parte i massimi esperti in materia.

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PALERMO. Secondo le stime Istat, circa il 50% dei figli assiste alla violenza, mentre il 10% la subisce. Si riferiscono al 2022 i dati che confermano l’elevata criticità, con una prevalenza nel Sud Italia, pur registrando timidi miglioramenti. Dalla regione con una situazione migliore a quella con il peggior quadro riguardo l’abuso sui minori, le ultime quattro posizioni dell’indice sono infatti occupate da Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

Un’Italia a due velocità, ma con una presa di coscienza forte e determinante nelle azioni decisive a contrasto dei maltrattamenti e a favore di una rete che protegga i minori: questo è emerso dalla giornata di lavori dedicata al tema che ha avuto luogo oggi presso l’ARNAS Civico Di Cristina di Palermo, a cui hanno preso parte i massimi esperti in materia durante le due sessioni e la tavola rotonda con le istituzioni politiche.

A organizzare l’incontro FederSanità ANCI Sicilia e SINEOS Healthcare Solutions, con il contributo non condizionante di Menarini Group che da 8 anni si impegna nella formazione dei “pediatri-sentinella” su tutto il territorio italiano.

In Italia, 1 minore ospedalizzato su 3 convive con una malnutrizione acuta e per il 17% di loro si registra cronicità della condizione. Sono oltre 75 mila i minori in carico presso i Servizi Sociali per maltrattamenti e oltre il 90% dei casi si registra in famiglia. Le due condizioni spesso sono correlate.

«A seguito dell’elaborazione del PDTA sull’accesso al Pronto Soccorso dei minori oggetto di abuso, il primo in Italia, portato avanti da Salvatore Requirez, abbiamo deciso di confrontarci e riflettere su un documento che potrebbe essere la chiave per creare una rete efficace e concreta e contestualmente proporlo all’opinione pubblica, alle Istituzioni politiche e agli addetti ai lavori per cercare di migliorarlo così da consentire azioni ancor più decisive e di contrasto all’abuso sui minori- ha detto Gaetano Buccheri, direttore sanitario dell’Arnas Civico- I dati che conosciamo sono la punta dell’iceberg, il nostro dovere è lavorare sul sommerso, su quanto accade tra le mura domestiche e, spesso, non emerge mai».

L’intesa tra l’ARNAS Civico di Palermo e la Procura della Repubblica di Palermo per fare rete contro gli abusi e la redazione del primo PDTA sul tema in Italia, redatto proprio dagli esperti della stessa struttura sanitaria sono un determinante inizio in quanto l’azione efficace a contrasto avviene soltanto se esiste una vera e propria sinergia.

“I dati preoccupanti degli ultimi mesi riguardanti l’abuso sui minori, registratisi al Civico di Palermo hanno messo in allarme tutto il sistema. Da circa un anno e forse più, infatti, si è cercato di approfondire per cercare di capire quali sono i fattori di rischio, ma soprattutto di intervenire già con la prima diagnosi in maniera assolutamente efficace fino a isolare e fare emergere il sommerso della casistica dei fenomeni di abuso in età minorile- ha affermato Salvatore Requirez, Dirigente Generale del DASOE dell’assessorato della Salute, promotore del PDTA sul tema- Il maltrattamento, l’abuso, la violenza assistita più o meno violenta che coinvolgono i riferimenti affettivi dei minori, sono episodi che avranno sicuramente strascichi a livello psichico, provocando disagi nell’età evolutiva. Sono danni che la persona si porterà dietro nel corso degli anni, somatizzandoli anche fisicamente. Su questo è bene soffermarsi e cercare di riflettere su come fare prevenzione e su come fare rete tra Istituzioni- penso alla Scuola, alla Magistratura e a tutti gli attori coinvolti- e affinare sempre di più le strategie che vanno a tutela dei soggetti minori, per dar luogo ad una vera e propria sinergia per la tutela della salute e della salute mentale dei minori”.

“Le red flags di identificazione di abuso all’infanzia sono, purtroppo, un fenomeno frequente al Pronto Soccorso Pediatrico in cui presto servizio ed è ormai prassi per noi ricorrere al team multidisciplinare- ha dichiarato Domenico Cipolla, Presidente SIP (Società Italiana di Pediatria) Sicilia e Direttore U.O.C. M.C.A.U. Pronto Soccorso e Pediatria d’Urgenza P.O. Pediatrico “G. Di Cristina”- Con il PDTA troviamo conforto e riferimento, collaboriamo per identificare e verificare gli eventuali abusi e, grazie al rapporto privilegiato che si è instaurato con la Procura della Repubblica di Palermo e il Tribunale per i Minorenni con cui ci confrontiamo su questi temi, stiamo facendo rete per arginare queste situazioni dal punto di vista clinico ma soprattutto sociale. Problemi cardiovascolari, diabete, asma e depressione sono il risultato di eventi che in inglese vengono apostrofati con l’acronimo ACE e indicano le esperienze avverse nell’infanzia e che si traducono così nell’adulto, affetto dalle patologie elencate ma anche da tumori e altre malattie croniche. Risulta fondamentale quindi la prevenzione che, in tal caso, non si può che tradurre nella protezione dei minori”.

I disturbi mentali rappresentano una delle patologie più frequenti dell’età evolutiva. Tra gli altri, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità segnalano un rischio del 10% nei bambini e del 20% negli adolescenti. Inoltre, negli ultimi anni l’esordio è diventato sempre più precoce per numerose patologie neuropsichiatriche, in particolare per i disturbi del comportamento alimentare DCA.

Queste riflessioni, frutto di un’indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, hanno permesso agli esperti di diffondere informazioni su alcune importanti evidenze: già a partire dagli 8 anni è possibile scorgere nei piccoli i segni dei DCA, quali anoressia e bulimia, ma anche di disordini più rari, come, ad esempio, l’alimentazione selettiva. Numeri che sono notevolmente peggiorati con l’avvento della pandemia da Covid-19, facendo registrare un +84% degli accessi in Pronto Soccorso per patologie neuropsichiatriche e per disturbi legati all’alimentazione, accompagnate spesso dall’idea di suicidio incrementata del 147% rispetto al periodo pre-Covid.

Un deterioramento dello stato di salute, in particolare tra gli adolescenti, certificato dall’Istat: nel secondo anno di pandemia, l’indice di salute mentale è calato decisamente nella fascia 14-19 anni, mentre è raddoppiato il numero degli adolescenti che si dichiarano insoddisfatti. Una tendenza confermata anche dall’aumento dei reati perpetrati su bambini e adolescenti durante la pandemia. Secondo i dati della Polizia, i maltrattamenti contro familiari e conviventi minori registrano un +11% nel 2020. Un attento monitoraggio e un rapido intervento capillare da parte delle Istituzioni possono cambiare le sorti della nuova generazione.

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