ASP e Ospedali

Il dato

Long Covid, oltre 100 pazienti nella UOS di Terapia del dolore dell’ospedale di Taormina

L'approfondimento di Insanitas con il responsabile Giuseppe Bova: «Ecco come monitoriamo i sintomi e i trattamenti che applichiamo»

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Nonostante la fase dell’emergenza causata dal Covid-19 sia terminata, sono tanti gli individui che continuano a fare i conti con conseguenze e sintomi lasciati dal virus. Parliamo del Long Covid, una sindrome la cui diagnosi viene spesso eseguita con difficoltà e solo dopo aver consultato diversi specialisti.

In Sicilia una struttura di riferimento per la cura del Long Covid è la UOS di Terapia del Dolore dell’ASP di Messina, presso il presidio ospedaliero “San Vincenzo” di Taormina, di cui è responsabile il dott. Giuseppe Bova, con cui Insanitas ha approfondito l’argomento. “Il Long Covid- ha sottolineato il dott. Bova- rappresenta una sindrome clinica caratterizzata dalla presenza di alcuni sintomi legati all’infezione da SARS-CoV-2 e dallo stato infiammatorio generalizzato, che insorgono o persistono per settimane o mesi, dopo la guarigione”.

All’interno del centro di Terapia del Dolore di Taormina i soggetti in cura sono circa un centinaio  da tutta la Sicilia. Attualmente non esistono numeri ufficiali per quanto riguarda i pazienti colpiti da Long Covid in Italia. I sintomi possono essere molteplici e di varia natura: «Annoveriamo tra questi- ha precisato il responsabile del centro- reliquati polmonari, reliquati cardiaci, sindromi neuroinfiammatorie, affaticamento, mancanza del respiro, perdita di gusto e olfatto, dolore toracico, mal di gola, nevralgie facciali e dolore articolare refrattario. In particolare, si può trattare di un dolore di nuova insorgenza, nato in conseguenza della contrazione del virus, o della riacutizzazione eccessiva di un dolore di cui già soffriva il soggetto».

Sono disturbi particolarmente invalidanti, che inficiano la qualità della vita dei pazienti, costringendoli per esempio a lasciare il lavoro, pur senza il riconoscimento formale di tale condizione da parte delle strutture previdenziali. «Ancora oggi purtroppo- ha commentato il dott. Bova- non esiste un inquadramento specifico e non ci sono esami diagnostici o di laboratorio che permettano di confermare con certezza la sindrome. Solitamente, per giungere ad una diagnosi di Long Covid, un ruolo importante è svolto dall’anamnesi e dai test, che consentono di eseguire analisi differenziali ed escludere altre patologie. Si vuole evitare, come spesso avviene, che il paziente, privo di un orientamento clinico specialistico, si sottoponga, magari con costi elevati, a visite o approfondimenti diagnostici inappropriati e infruttuosi, presso centri pubblici o privati».

Una volta giunti al centro di Terapia del Dolore dell’ASP, i pazienti, con sospetta sindrome di Long Covid vengono visitati per inquadrare i sintomi. «La visita- ha spiegato lo specialista- avviene secondo un modello bio-psico-sociale, cioè finalizzato al benessere psicofisico e al pronto reintegro sociale. Risulta fondamentale infatti, effettuare un monitoraggio sia dei sintomi, che a volte tendono a cronicizzarsi, sia dei farmaci somministrati, in modo da evitare possibili danni, in base all’età, allo stile di vita e alla presenza di eventuali comorbilità del soggetto». Gli opportuni trattamenti possono consistere in sedute di psicoterapia, ipnosi terapia, agopuntura, terapie farmacologiche o percutanee minivasive.

«Se il nostro centro, attivo da oltre 20 anni- ha sottolineato il dott. Bova- è in prima linea nella lotta al Long Covid, lo si deve anche all’attuale management dell’ASP di Messina, rappresentato dal Commissario Straordinario, il dott. Giuseppe Cuccì, un medico e uno psichiatra molto attento a queste tematiche e a questo tipo di esigenze, che ha dato un’impronta fondamentale alla nostra attività e un continuo supporto alla nostra Unità».

A parte il trattamento della sindrome da Long Covid, presso il Centro di terapia del dolore, dove operano diversi professionisti tra cui anestesisti, fisioterapisti, psicologici e infermieri, vengono erogati molteplici servizi: cura di pazienti affetti da dolore cronico benigno (degenerativo) e maligno (correlato a tumori), prescrizione di programmi nutrizionali e piani terapeutici in pazienti con patologie oncologiche e neurologiche e per quanto riguarda casi di maggiore complessità, terapie chirurgiche mini invasive, come impianti di elettrostimolatori midollari e periferici, pompe spinali e terapie farmacologiche avanzate.

«La nostra struttura- ha aggiunto il Responsabile- è integrata sia con i Medici di Medicina Generale sia con la Rete Ospedaliera Regionale ed extra Regionale. Infatti, per essere tempestivi, capillari e limitare i disagi degli spostamenti, il Centro di Terapia del Dolore coordina le attività di monitoraggio dei pazienti affetti da Long Covid, avvalendosi della collaborazione e del sostegno dei centri di Terapia del dolore del Policlinico Universitario di Messina, del GOM di Reggio Calabria e dell’IRCCS Bonino Pulejo di Messina. Data poi la complessità dei quadri clinici e l’esigenza di costante aggiornamento e studio con il prof. Gioacchino Calapai dell’Università di Messina è stata avviata una pregevole attività di ricerca sul buon uso dei cannabinoidi, nei pazienti affetti da Long Covid, ottenendo finora risultati incoraggianti”».

«Voglio sottolineare- ha concluso il Dott. Bova- che la nostra struttura, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, fornisce da più di 20 anni prestazioni all’avanguardia per quanto riguarda la gestione del dolore acuto e cronico. Per questo motivo, è giusto far sapere siciliani che possono curarsi vicino casa, affidandosi ad una Rete di specialisti e limitando i costi e i disagi causati dagli spostamenti fuori Regione».

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