ASP e Ospedali

L’IRCCS Galeazzi punta sul Codice Rosa

Violenza domestica, il pronto soccorso sentinella: «Riconoscere i segnali può salvare una vita»

Nell'ultimo anno i pronto soccorso italiani hanno registrato 19.500 accessi per violenza domestica. Al Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano esperti a confronto su un’emergenza silenziosa.

Tempo di lettura: 6 minuti

I numeri raccontano un’emergenza silenziosa, ma ormai strutturale. Secondo i dati ISTAT, infatti, nel 2025 in Italia 6,4 milioni di donne tra i 16 e i 75 anni hanno subito una forma di violenza. Negli ultimi dodici mesi, inoltre, i pronto soccorso italiani hanno registrato 19.500 accessi per violenza domestica: una media di 53 donne al giorno. Dati allarmanti, presentati questa mattina durante il convegno organizzato all’IRCCS Galeazzi Sant’Ambrogio, che ha riunito medici ospedalieri, studenti, associazioni e rappresentanti istituzionali con un obiettivo preciso, rafforzare la capacità del sistema sanitario di riconoscere i segnali della violenza e intervenire tempestivamente. Al centro dell’incontro il ruolo cruciale dei pronto soccorso, spesso primo luogo di contatto tra la vittima e le istituzioni. Non soltanto luoghi di cura, ma vere e proprie “sentinelle” capaci di individuare quei segni minori che possono nascondere situazioni di maltrattamento.

Il ruolo dei medici: «Le mani raccontano storie che le parole non dicono»
Tra le promotrici dell’iniziativa la dottoressa Luciana Marzella, responsabile del Servizio di Traumatologia della Mano e Microchirurgia dell’ospedale milanese, da anni impegnata in una rete multidisciplinare con assistenti sociali, direzione sanitaria, forze dell’ordine e associazioni di volontariato. «Come chirurgo della mano – ha evidenziato Marzella -,  ho imparato che le mani non mentono. Possono raccontare storie di paura, difesa, sofferenza. Alcuni piccoli traumi ripetuti, soprattutto nella parte esterna della mano, possono essere compatibili con gesti di protezione del volto durante un’aggressione». Secondo la specialista, esistono campanelli d’allarme che i medici devono imparare a riconoscere: ematomi sospetti, lesioni incompatibili con il racconto della paziente, atteggiamenti di minimizzazione del dolore o del trauma. «Quando qualcosa non torna – ha aggiunto – cerchiamo di dare più tempo possibile alla paziente, di rivederla, di costruire fiducia. Se emerge il sospetto di violenza attiviamo immediatamente la rete di protezione con assistenti sociali e forze dell’ordine». Per la dottoressa Marzella la prevenzione deve partire anche dall’educazione: «Serve insegnare fin dalle scuole elementari il rispetto reciproco, l’uguaglianza tra uomini e donne e il valore dell’indipendenza economica e personale».

L’IRCCS Galeazzi punta sul Codice Rosa
A spiegare il modello organizzativo dell’ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio è stata Rossana Dragone del servizio sociale ospedaliero che ha illustrato il percorso dedicato alle vittime di violenza all’interno del pronto soccorso. L’approccio adottato dal Galeazzi è multidisciplinare e inizia già dal triage, dove gli operatori effettuano uno screening iniziale per individuare eventuali segnali di rischio. Nei casi sospetti viene attivato il cosiddetto “Codice Rosa”, che consente l’inserimento della paziente in un percorso protetto. «La presa in carico non è solo sanitaria ma anche relazionale – ha spiegato Dragone -. Valutiamo se la persona è accompagnata, se ci sono minori da mettere in sicurezza, raccogliamo eventuali richieste di anonimato e attiviamo immediatamente la rete territoriale». Il percorso comprende la compilazione della scheda di valutazione del rischio, eventuali approfondimenti diagnostici, il coinvolgimento dei servizi sociali e, nei casi di violenza sessuale, il trasferimento presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli. Anche dopo le dimissioni il supporto continua: entro 48 ore viene attivata la presa in carico territoriale attraverso consultori, servizi sociali e rete antiviolenza.

ATS Milano punta su una rete strutturata e un monitoraggio continuo
Il convegno ha acceso i riflettori anche sul lavoro territoriale coordinato da ATS Milano. Il direttore generale Silvano Casazza ha sottolineato la necessità di rafforzare la formazione degli operatori sanitari e la continuità della presa in carico tra ospedale e territorio. «I pronto soccorso sono fondamentali – ha sottolineato -, ma il lavoro deve coinvolgere tutto il sistema: ospedali, consultori, case rifugio, servizi sociali, magistratura e associazionismo». I dati raccolti da ATS mostrano una crescita costante del fenomeno. Nel 2024 i centri antiviolenza dell’area milanese hanno preso in carico 4.749 donne, su un totale regionale di 6.442. Nel 2025 il numero è ulteriormente aumentato. Dal 2019 al 2025 gli accessi correlati alla violenza domestica sono cresciuti del 20%, anche grazie a una maggiore capacità degli operatori di riconoscere i casi. Il 36,2% delle vittime ha tra i 18 e i 34 anni, mentre il 41,8% presenta un background migratorio. Il 13% delle donne ha effettuato accessi multipli in pronto soccorso. ATS coordina inoltre otto reti territoriali che coinvolgono ASST, pronto soccorso, consultori, case rifugio, forze dell’ordine e magistratura. Particolare attenzione viene riservata anche agli autori di violenza con il progetto “Uomini”, che dal 1995 ha intercettato centinaia di adulti e minori con comportamenti violenti.

Il messaggio del Governo: “La violenza contro le donne richiede una risposta sistemica”
Nel corso del convegno è stato letto anche il messaggio inviato del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella. «La lotta alla violenza contro le donne – ha scritto Roccella – rappresenta una priorità del Governo, non come emergenza episodica ma come fenomeno strutturale che richiede una risposta sistemica e costante». Nel messaggio vengono ricordati il raddoppio delle risorse per centri antiviolenza e case rifugio, il potenziamento del Reddito di Libertà e l’introduzione di due importanti interventi normativi: la legge del 2023 che rafforza gli strumenti di prevenzione e la nuova legge del 2025 che introduce il reato autonomo di femminicidio. Un passaggio centrale riguarda proprio il ruolo degli operatori sanitari: «La capacità di cogliere segnali anche minimi – ha fatto notare Roccella – consente di intercettare situazioni di rischio prima che degenerino». Tra gli strumenti messi in campo dal Governo anche il “Libro Bianco della Formazione” adottato nel 2024, il rafforzamento del Codice Rosa nei Pronto Soccorso, il piano strategico nazionale contro la violenza 2027 e nuove misure contro la violenza informatica e l’uso dell’intelligenza artificiale per la manipolazione delle immagini.

Dalla prevenzione culturale alla tutela concreta
Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: la violenza domestica non può essere affrontata solo nell’emergenza. Serve una rete multidisciplinare stabile, capace di lavorare sulla prevenzione culturale, sull’autonomia economica delle donne e sulla protezione dei minori che assistono alla violenza. «Ogni operatore sanitario può fare la differenza scegliendo di non voltarsi dall’altra parte», ha ricordato Rossana Dragone -. Ed è proprio nei dettagli apparentemente più piccoli, come un ematoma, una mano ferita, un racconto che non convince, che spesso si nasconde la possibilità di salvare una vita».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche