In Lombardia la farmacia non è più soltanto il luogo in cui si ritirano i farmaci. Nel 2025 è diventata, a tutti gli effetti, uno dei punti di accesso più utilizzati al sistema sanitario regionale. Una trasformazione silenziosa, avvenuta negli ultimi anni, che oggi trova conferma nei numeri.
Oltre 3.000 farmacie, distribuite in modo capillare sul territorio, costituiscono una rete che arriva dove spesso la sanità tradizionale fatica: nei piccoli comuni, nei quartieri periferici, nelle aree rurali. Circa 2.000 farmacie sono attive nella telemedicina e più di 1.300 somministrano vaccinazioni. È questa rete a sostenere la cosiddetta “farmacia dei servizi”.
I volumi raccontano meglio di qualunque definizione il ruolo assunto dalla farmacia. Nel solo 2025 le farmacie lombarde hanno gestito circa 444.000 operazioni di scelta e revoca del medico, quasi 385.000 prenotazioni CUP, oltre 612.000 screening per il tumore del colon-retto, circa 170.000 prestazioni di telemedicina e più di 566.000 vaccinazioni.
Tradotto in termini semplici: centinaia di migliaia di cittadini hanno utilizzato la farmacia non solo per acquistare un farmaco, ma per accedere direttamente a servizi sanitari. Il dato diventa ancora più interessante se si guarda alla singola farmacia. In media, ogni farmacia lombarda in un anno ha effettuato più di 200 screening, quasi 200 vaccinazioni, circa 60 prestazioni di telemedicina e oltre 270 servizi amministrativi. Non sono più numeri da “sperimentazione”, ma da attività ordinaria.
La telemedicina è uno degli esempi più evidenti di questo cambiamento. In Lombardia si ricorre sempre più spesso agli Holter cardiaci e pressori, strumenti fondamentali per il monitoraggio delle patologie cardiovascolari. Meno ECG “spot”, più controlli prolungati: un segnale di come la farmacia stia entrando nei percorsi di prevenzione e gestione delle cronicità.
Nel confronto con il resto d’Italia emerge un altro dato significativo: in termini percentuali ogni farmacia lombarda eroga mediamente più prestazioni di telemedicina rispetto alla media nazionale. Anche sul fronte delle vaccinazioni la farmacia ha assunto un ruolo decisivo. In alcune campagne, quasi una vaccinazione su due in Lombardia è stata effettuata in farmacia. Questo ha permesso di ridurre le code, migliorare l’accessibilità e raggiungere cittadini che altrimenti avrebbero rinunciato.
Rispetto al 2024, il 2025 conferma una crescita costante: più telemedicina, più screening, più servizi amministrativi, più vaccinazioni. Ma soprattutto maggiore stabilità. La farmacia dei servizi non cresce più come novità: cresce come struttura. Di certo il modello è ancora da perfezionare e presenta ma, rispetto ad altri ambiti regionali, oggi la farmacia lombarda è integrata nei sistemi digitali regionali, dialoga con il fascicolo sanitario elettronico, utilizza flussi informatici strutturati. Non è più un canale parallelo, ma una parte del sistema.
Questo vuol dire meno pressione sugli sportelli delle ASST, più prevenzione, diagnosi più tempestive, cittadini più vicini ai servizi. In altre parole, la farmacia aumenta la capacità del sistema sanitario senza richiedere nuovi edifici, nuovi ambulatori o nuove strutture. Questo dimostra come la sanità territoriale non si costruisce solo con riforme e piani strategici, ma anche valorizzando ciò che già esiste sul territorio.





